venerdì 19 giugno 2020

Sostenibilità e ricerca, registrate quattro nuove varietà di vite tolleranti a peronospora e oidio

Iscritte quattro nuove varietà di vite tolleranti a peronospora e oidio selezionate da FEM e CIVIT per una viticoltura più sostenibile. La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.





Si chiamano “F22P9”, “F22P10”, “F23P65”, “F26P92”, sono le quattro varietà di vite tolleranti nate dai genitori Vitis vinifera e varietà portatrici di geni di resistenza alle più importanti patologie fungine: oidio e peronospora. Sono state selezionate dalla Fondazione Edmund Mach e iscritte nel Registro nazionale delle varietà di vite. Ora sono pronte per essere coltivate, non solo in Trentino ma in tutta Italia, dopo il necessario periodo di osservazione nelle diverse regioni.

Il materiale, frutto di 12 anni di paziente e costante attività di selezione nell’ambito del programma di miglioramento genetico della vite, sarà presto messo a disposizione degli operatori dal Consorzio Innovazione Vite, che gestirà il brevetto delle varietà. Gli incroci, identificati ancora con semplici sigle, sono in attesa di ricevere un nome.

Accanto a queste 4 varietà il Consorzio CIVIT ha ottenuto l’iscrizione anche di un’altra varietà, il
Pinot Regina dall’Istituto di Pècs in Ungheria e il portinnesto Georgikon 28 che mostra una buona
tolleranza alla siccità e al calcare.

"Questo risultato ottenuto dai nostri ricercatori - spiega il presidente Mirco Maria Franco Cattani - è motivo di grande orgoglio per la FEM, perché contribuisce a sviluppare la selezione di nuove varietà, secondo natura, che migliorano la salubrità degli alimenti e dell'ambiente, anche grazie alla prevenzione dell'utilizzo di fitosanitari. L'evoluzione di analoghi contributi scientifici potrà fornire ulteriore impulso al settore agricolo, migliorando ulteriormente la qualità degli alimenti, che sono sinonimo della tradizione agricola".

Il Presidente di CIVIT, Enrico Giovannini, manifesta la propria soddisfazione per il traguardo
raggiunto: “La soddisfazione è ancora maggiore, visto che questo risultato è stato ottenuto grazie
all’impegno messo in campo da una squadra tutta trentina, il Consorzio dei vivaisti viticoli trentini
assieme alla Fondazione Edmund Mach. Auspico, viste le ottime potenzialità, che queste varietà
possano essere accolte con favore da parte del settore viticolo ed enologico”.

Il percorso di selezione

Le quattro varietà sono state scelte dai ricercatori tra oltre 700 piante ottenute per seme, selezionate per i caratteri di tolleranza alla peronospora e oidio e per la qualità a più riprese e in diversi ambienti. Ora sono in fase di selezione altre varietà “candidate” all’iscrizione provenienti da oltre 20 mila semenzali di cui ben 250 sono in costante osservazione. Le caratteristiche delle quattro varietà FEM.

Le varietà a bacca rossa F22P9 (Incrocio Teroldego x Merzling) e F22P10 (Incrocio Teroldego x Merzling) presentano caratteristiche di buona tolleranza nei confronti dei funghi peronospora e oidio, ma presentano anche un buon contenuto in antociani, con livelli di diglucosidi inferiore ai limiti legali ammessi nei vini, e polifenoli totali ed un ottimo rapporto zuccheri-acidi. Dalle loro uve si ottengono vini con buona corposità e consistenza e con un buon contenuto in tannini e aromi a gradevole nota floreale fruttata.

Le varietà a bacca bianca F23P65 (incrocio Merzling x FR993-60) selezionata per le sue
caratteristiche di acidità e pH adatte alla produzione di basi e vini spumanti, e F26P92 (incrocio
Nosiola x Bianca) si caratterizzano per il diverso e complesso contenuto aromatico. Si ottengono
vini freschi leggermente aromatici che ricordano le erbe aromatiche con note di frutta secca, di
medio corpo e buona sapidità.

I vini ottenuti dalle quattro varietà sono stati prodotti nella cantina di microvinificazione afferente al Centro Trasferimento Tecnologico.

Il team di ricerca

Il team si compone di Marco Stefanini (coordinatore), Giulia Betta, Marco Calovi, Andrea Campestrin, Cristian Chiettini, Silvano Clementi, Monica Dalla Serra, Cinzia Dorigatti, Daniela Nicolini, Tiziano Tomasi, Silvia Vezzulli, Monica Visentin, Alessandra Zatelli, Luca Zulini. A questi vanno aggiunti altri ricercatori della Fondazione Mach che si sono prestati per specifiche parti necessarie all'iscrizione.

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