sabato 4 luglio 2020

Ricerca, alla scoperta di un patrimonio di conoscenze, mezzi e professionalità per il progresso dell’agricoltura italiana

Il Crea il più importante Ente italiano di ricerca sull'agroalimentare pubblica il volume “I Centri di ricerca del Crea”. La pubblicazione permette di scoprire i Centri di ricerca, 6 di filiera e 6 trasversali, presenti in maniera capillare sul territorio nazionale.





Il CREA presenta, il volume "I Centri di Ricerca del CREA" a cura di Carlo Gaudio (subcommissario CREA con delega all'attività scientifica). La pubblicazione permette di scoprire – per ognuno dei 12 Centri di ricerca, 6 di filiera e 6 trasversali, presenti in maniera capillare sul territorio nazionale - la ricchezza di istituti, conoscenze, mezzi tecnici e professionalità che il più importante Ente italiano di ricerca sull'agroalimentare mette a disposizione per il progresso della nostra agricoltura. 

Il volume ci svela, per ciascun Centro, un vero e proprio identikit, che restituisce un’immagine accurata del grande lavoro di ricerca svolto: dai punti di forza agli obiettivi scientifici, dai progetti in corso e futuri alle pubblicazioni ed ai brevetti prodotti. Senza dimenticare informazioni preziose come la distribuzione delle sedi con le relative aziende e strutture, il personale afferente e la situazione finanziaria.

Il quadro d’insieme – come ha spiegato Carlo Gaudio nel corso della presentazione del libro - evidenzia una ricerca multi ed interdisciplinare, in grado di sostenere l’agricoltura italiana nelle grandi sfide del nostro tempo dalla sostenibilità alla produttività, dalla qualità alla sicurezza alimentare, con un’attitudine alla concretezza, che viene da una storia illustre, risalente addirittura alla rete delle Stazioni Agrarie sperimentali, fondate da Cavour, primo e lungimirante ministro dell’Agricoltura del Regno d’Italia, in una visione pragmatica che privilegia la ricerca in campo, in tutti i sensi. 

Il CREA infatti, dispone di numerose aziende e campi sperimentali, proprio per svolgere i suoi studi in condizioni corrispondenti a quelle in cui operano gli agricoltori, facilitandone la loro applicabilità e la loro trasferibilità. Si tratta di un patrimonio di oltre 5.335 ettari, che colloca il CREA tra le prime aziende agricole d’Italia per estensione e certamente come la più importante dedicata alla ricerca.

Tra i Centri di ricerca, quello di vitivinicoltura, svolge attività di conservazione e valorizzazione del germoplasma viticolo nazionale. È altresì attivo negli studi chimici, biologici e sensoriali relativi alla trasformazione delle uve anche attraverso la valorizzazione della biodiversità dei microorganismi fermentativi. Tra gli obiettivi primari, promuove altresì tecniche colturali innovative volte a favorire la sostenibilità ambientale, ivi compreso il rapporto suolo-paesaggio-viticoltura, e alla sicurezza alimentare. In termini di sostenibilità, nello specifico, il Centro si muove ad ampio spettro attraverso i seguenti sotto-obiettivi:

1. Digitalizzazione in viticoltura (Conegliano, Arezzo, Turi) ed enologia (Conegliano, Asti, Velletri).
2. Perseguimento di pratiche viticole rispettose per dell’ambiente e della salute (Conegliano, Gorizia, Turi, Arezzo, Velletri).
3. Miglioramento genetico per ottenere vitigni resistenti da vino e da tavola (Conegliano, Arezzo, Turi, Velletri) e controllo/comprensione delle patologie emergenti (Conegliano, Gorizia).
4. Caratterizzazione dell’uva da tavola (Turi) e da vino (Conegliano, Asti, Velletri), attraverso sia il recupero di varietà tipiche/autoctone sia attraverso la definizione della migliore gestione dei nuovi materiali (Arezzo, Conegliano, Turi).
5. Identificazione di proprietà nutraceutiche e/o sensoriali delle uve/vino (Asti, Velletri, Conegliano), tracciabilità del prodotto (Conegliano, Turi, Asti e Velletri), certificazione del materiale viticolo e vivaistico (Conegliano, Turi) nonché microbiologico (Asti, Velletri).

Nessun commento:

Posta un commento