Antiquae Musicae Libri: una finestra sul mondo musicale antico. La collana edita dalla Fondazione Ugo e Olga Levi
La collana Antiquae Musicae Libri, edita dalla Fondazione Ugo e Olga Levi di Venezia, si propone come nuovo spazio editoriale per lo studio della musica antica, medievale e rinascimentale. Diretta da Marco Gozzi con il contributo di un comitato scientifico internazionale, la serie accoglie saggi e monografie su repertori liturgici e polifonici, con particolare attenzione a tradizioni e contesti poco esplorati. I primi volumi pubblicati, Historiae (2020), a cura di David Hiley, Bessarion and Music (2021), a cura di Silvia Tessari, e Musico perfetto, Gioseffo Zarlino (2022), a cura di Jonathan Pradella delineano un percorso di ricerca che coinvolge filologia, storia e teoria musicale, consolidando il ruolo della Fondazione Levi come punto di riferimento internazionale nella musicologia storica.
In un momento in cui la ricerca rischia spesso di frammentarsi, trovo particolarmente significativo che la Fondazione investa in un’iniziativa capace di far dialogare fonti, contesti e metodologie diverse. Questi volumi non sono semplici pubblicazioni per specialisti: diventano piuttosto occasioni per riflettere su come la musica medievale e rinascimentale possa continuare a risuonare con forza e attualità nel nostro tempo.
Alla direzione scientifica della collana vi è Marco Gozzi, affiancato da Giacomo Baroffio, Giulia Gabrielli, David Hiley e Silvia Tessari, studiosi di primo piano nel campo della musicologia medievale e rinascimentale. La collana si inserisce nel più ampio lavoro della Fondazione Levi, istituita nel 1962 e punto di riferimento internazionale per lo studio della musica antica, con sede nello storico palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande. La biblioteca e l’archivio della Fondazione custodiscono collezioni uniche, fra cui i manoscritti della Cappella musicale di San Marco. La promozione di convegni, seminari e pubblicazioni hanno contribuito a stimolare nuovi percorsi di ricerca musicologica.
Il percorso inaugurale della collana si apre con Historiae (2020), a cura di David Hiley, che raccoglie gli atti del convegno internazionale Liturgical Chant for Offices of the Saints in the Middle Ages, tenutosi a Venezia nel 2017. L’opera analizza i repertori liturgici medievali destinati agli uffici dei santi, offrendo un quadro dettagliato delle loro funzioni devozionali e del loro radicamento nelle diverse tradizioni locali. La prospettiva comparata e la qualità degli interventi conferiscono al volume il valore di punto di riferimento negli studi sul canto liturgico.
Nel 2021 è seguito Bessarion and Music. Concepts, theoretical sources and styles, a cura di Silvia Tessari, che raccoglie i contributi del convegno veneziano dedicato al cardinale Bessarione. Attraverso un ampio ventaglio di saggi, il volume indaga il ruolo di Bessarione come figura di mediazione fra Oriente e Occidente, con particolare attenzione ai manoscritti bizantini da lui raccolti, ai trattati teorici e ai rapporti con la tradizione musicale coeva. Le ricerche mettono in luce il valore della trasmissione culturale bizantina nella Venezia del Quattrocento e la complessità dei legami tra liturgia, teoria e prassi musicale in un’epoca di trasformazioni decisive.
Il terzo titolo, Musico perfetto, Gioseffo Zarlino (2022), curato da Jonathan Pradella, è dedicato al maestro di cappella di San Marco, considerato uno dei maggiori teorici del Cinquecento. Il volume esplora le sue opere fondamentali, dalle Istitutioni harmoniche ai Principi di musica, mettendo in evidenza il ruolo di Zarlino nella sistematizzazione della teoria musicale rinascimentale e il suo contributo alla trasmissione didattica di un sapere destinato a influenzare profondamente la teoria europea. La figura di Zarlino emerge non solo come architetto del linguaggio musicale dell’epoca, ma anche come testimone di un dialogo costante tra riflessione speculativa e prassi compositiva.
Attraverso questi primi volumi, la collana Antiquae Musicae Libri, ha voluto avviare un progetto che unisce rigore filologico e apertura multidisciplinare, in linea con la vocazione della Fondazione Levi come centro di produzione scientifica e nodo di reti internazionali di ricerca. La scelta di focalizzarsi su repertori e contesti meno esplorati conferisce all’iniziativa un carattere innovativo e con il potenziale di ridefinire le prospettive della ricerca storico-musicale.
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