Prorogata fino al 21 settembre la prima mostra italiana dedicata a Jack Vettriano, con oltre settanta opere e fotografie inedite. Palazzo Pallavicini celebra l’artista scozzese più amato dal pubblico internazionale con un percorso tra atmosfere noir, sensualità e teatro quotidiano: un tributo postumo a un autore popolare e controverso.
Nelle sale di Palazzo Pallavicini a Bologna si respira ancora l’universo unico di Jack Vettriano, pittore scomparso lo scorso 1 marzo a Nizza all’età di 73 anni. La rassegna, prorogata a grande richiesta, offre al pubblico un percorso completo tra desiderio, mistero e seduzione, mettendo in luce il talento di un artista capace di trasformare la vita quotidiana in scena pittorica.
Il percorso espositivo comprende oltre settanta opere, tra cui sei oli su tela e una serie di grafiche a tiratura limitata realizzate appositamente per la mostra. L’allestimento è arricchito dagli scatti realizzati nello studio di Vettriano dal fotografo Francesco Guidicini, ritrattista ufficiale del Sunday Times e autore di opere presenti alla National Portrait Gallery di Londra. Ideata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci, con la curatela di Francesca Bogliolo, l’esposizione si articola in sette sezioni tematiche, che mettono in scena ambienti sospesi, figure enigmatiche e coppie immerse in una sensualità elegante e malinconica.
Nato in Scozia da famiglia di origine italiana, Vettriano comincia a lavorare giovanissimo e scopre la pittura a ventun anni, da autodidatta, grazie a un set di pennelli e acquerelli ricevuto in regalo. Dopo anni di pratica silenziosa, quindici anni più tardi debutta in un contesto professionale, vendendo subito entrambe le opere esposte e avviando una carriera internazionale.
Le sue tele, caratterizzate da uno stile narrativo e cinematografico, raccontano passioni, seduzioni e relazioni sospese, conquistando il pubblico fin dalla prima esposizione alla Royal Scottish Academy nel 1988. Nel 2004 la Regina Elisabetta II gli conferisce l’OBE per i servizi resi alle arti visive.
Il suo dipinto più celebre, The Singing Butler, è diventato un’icona della cultura visiva contemporanea: due ballerini sorpresi dalla pioggia e protetti dagli ombrelli di una cameriera e di un maggiordomo, venduto da Sotheby’s nel 2004 per oltre 700 mila sterline e più riprodotto di Van Gogh e Monet in Gran Bretagna.
Amato da star come Jack Nicholson e Sir Alex Ferguson, celebrato dal grande pubblico ma criticato da certa élite per uno stile considerato "kitsch", Vettriano ha sempre rivendicato la sua scelta di dipingere per le persone comuni. La sua scomparsa, avvenuta mentre la mostra era in corso, ha trasformato l’esposizione in un omaggio carico di emozione, un’occasione per riscoprire il talento di un artista capace di raccontare l’arte in forma raffinata e immediata forza espressiva.
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