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Fuori dai confini della realtà. Tra Klee, Chagall e Picasso: un viaggio nell'universo visionario del Novecento artistico europeo

L’esposizione propone un percorso attraverso l’arte del Novecento che si distacca dalla razionalità tradizionale per esplorare dimensioni oniriche, spirituali e simboliche. Attraverso oltre quaranta opere di artisti come Paul Klee, Marc Chagall, Pablo Picasso, Fausto Melotti, Osvaldo Licini e Gastone Novelli, la mostra indaga come questi autori abbiano rotto i confini della realtà visibile per liberare l’immagine verso una dimensione più immaginativa e creativa. Domodossola, città di confine tra Italia e Svizzera, diventa luogo ideale per riflettere sul dialogo culturale e artistico tra le due tradizioni, evidenziando le influenze reciproche e l’osmosi tra innovazione europea e radicamento nella tradizione italiana.

Un viaggio visionario e immaginifico, quello che propone la mostra Fuori dai confini della realtà. Tra Klee, Chagall e Picasso, visitabile fino all’11 gennaio 2026 a Domodossola, nell’ambito dell'Expo 2025 Italo-Svizzera. Un percorso espositivo d’eccezione, dedicato all’arte del Novecento che rompe con i vincoli razionali per abbracciare una dimensione spirituale, onirica e liberatoria. 

L'itinerario proposto attraverso oltre quaranta opere di artisti come Paul Klee, Marc Chagall, Pablo Picasso, Fausto Melotti, Osvaldo Licini e Gastone Novelli, si snoda partendo da un linguaggio artistico che va dagli anni tra le due guerre fino agli anni Sessanta che ha contribuito a ridefinire i confini della realtà attraverso l’arte. Pur con stili e linguaggi diversi, questi protagonisti hanno superato i limiti della razionalità, riportando l’immagine a forme più essenziali e aprendo nuove possibilità creative offrendo uno sguardo in linea con il senso profondo raccontato dal curatore Antonio D’Amico: un invito a trovare rifugio nell’immaginario come forma di resistenza e lentezza in un tempo frenetico.  

La mostra, appena inaugurata e ospitata dai Musei Civici “Gian Giacomo Galletti” in Palazzo San Francesco, è curata da Antonio D’Amico insieme a Stefano Papetti e Federico Troletti. La scelta di Domodossola come sede non è casuale: questa città, punto di incontro e crocevia di scambi artistici, rappresenta un luogo ideale e fertile per un progetto che mira a esplorare l’arte del Novecento, con particolare attenzione al ruolo degli artisti che hanno operato lungo questo confine culturale tra Italia e Svizzera.

La città, cuore dell'Ossola, rappresenta di fatto la duplice anima della rassegna: il legame con la tradizione italiana e l’apertura all’innovazione europea. Klee, nato in Svizzera, attraversa il confine per il collezionismo italiano, spiega il curatore della mostra D’Amico, mentre Picasso, nel suo viaggio in Italia, si confronta con il mondo svizzero. Un’osmosi culturale che rappresenta lo spirito della mostra.

Paul Klee, nel cui lavoro si avverte l’influenza della tradizione svizzera e tedesca, è presente con l’acquerello Baumgruppe (1931). Marc Chagall, legato profondamente alla Svizzera pur nelle sue origini russe, propone capolavori come Suonatore di violino e Composition au cirque (1976-77), opere che riflettono il suo mondo immaginifico e poetico. Picasso, simbolo dell’innovazione, con le sue creazioni in ceramica e vetro come Furetto e Satiro, rivela la sua capacità di sondare nuovi piani della mente attraverso la materia.

Un ruolo di rilievo spetta anche a Fausto Melotti, con opere di ceramica sperimentale quali Senza titolo e Centauro, realizzate nel secondo dopoguerra, che si affiancano a una raffinata selezione di manufatti in vetro, tra cui spicca anche la scultura Tre occhi (1956) di Jean Cocteau. Completano il quadro artistico le tele di Osvaldo Licini, con capolavori come Angelo ribelle (1954) e il ciclo dei Notturni (1956), e le opere di Gastone Novelli, che esplorano un alfabeto fantastico, segno distintivo della sua pittura mentale.

Come accennavo, la mostra si inserisce nella cornice della 5ª edizione dell’esposizione Italo-Svizzera, in programma a Domodossola dal 13 al 22 settembre 2025, sottolineando e confermando il ruolo storico e culturale della città. 

Fuori dai confini della realtà non è solo un viaggio nel passato del Novecento, ma un invito a riflettere sull’attualità e il futuro dell’arte, su come l’irrazionale e l’immaginazione continuino a plasmare la nostra visione del mondo. Una mostra imperdibile per chi desidera scoprire come la dissoluzione dei confini tra realtà e fantasia abbia dato vita a un linguaggio artistico nuovo, capace di parlare ancora oggi con forza e originalità.

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