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Poliorama: uno sguardo inedito alla ricchezza culturale dell'Ottocento Napoletano. La rivista a cura di Edizioni Turchini

A cura di Edizioni Turchini, esce il primo numero di Poliorama, la rivista digitale open access dedicata al patrimonio culturale e musicale del Sud Italia. La pubblicazione propone un percorso di ricerca che mette in luce l’Ottocento meno conosciuto, ancora in parte inesplorato, con contributi scientifici capaci di sorprendere e appassionare. Il fascicolo raccoglie saggi e studi sulla vita culturale e musicale nel Mezzogiorno d’Italia nel XIX secolo, a cura di Madison U. Sowell, Tiziana Grande, Rosa Perrotta, Loredana Palma, Anna Rosaria Valanzuolo e Chiara Pastorino.


Lanciata nel 2024, Poliorama si propone come erede della storica Poliorama Pittoresco, il più antico periodico illustrato del Mezzogiorno fondato a Napoli nel 1836 da Filippo Cirelli. Con una particolare attenzione alla complessità e ai contrasti del XIX secolo napoletano, la rivista valorizza l’eredità musicale della città, promuovendo un dialogo tra studiosi di discipline diverse e offrendo nuove prospettive su un periodo di grande fermento e trasformazione. Pubblicata online e in formato cartaceo dalle Edizioni Turchini, l’iniziativa è sostenuta dal Ministero della Cultura e dalla Regione Campania.

Il primo fascicolo, coerente con lo spirito del titolo della rivista, raccoglie contributi di varia natura sulla vita culturale e musicale nel Mezzogiorno ottocentesco, con un focus su figure chiave e istituzioni musicali. L’introduzione, a cura della storica dell’arte Isabella Valente, analizza un opera di Domenico Battaglia scelta per la copertina, esplorando la carriera dell’artista noto per i suoi interni di chiese e per la predilezione per il realismo. Si tratta della tela, Prima della Processione del 1890, in cui Battaglia, pur nella complessità compositiva, cattura un vivido dettaglio di vita quotidiana: lo scambio di sguardi tra una giovane impegnata nel canto e un trombettista della banda.

La sezione dei saggi si apre con l’articolo di Madison U. Sowell, che ripercorre le tappe principali della carriera di Gaetano De Angelis, primo mimo del Teatro di San Carlo. Segue lo studio di Tiziana Grande e Rosa Perrotta sulle illustrazioni dei periodici ottocenteschi e sul ruolo della satira, basato su fonti conservate nelle biblioteche napoletane. Loredana Palma approfondisce le figure di tre poetesse di ideali risorgimentali, Giuseppina Guacci Nobile, Laura Beatrice Oliva Mancini e Irene Ricciardi Capecelatro, i cui testi furono messi in musica dai compositori del tempo. Anna Rosaria Valanzuolo si concentra sulla musica strumentale, analizzando i trii per violino, violoncello e pianoforte di Vincenzo De Meglio e offrendo riflessioni sul genere della musica da salotto. Infine, Chiara Pastorino propone una rilettura della corrispondenza tra il compositore Franco Alfano e la casa editrice Ricordi, ridefinendo la cronologia di alcuni eventi e presentando documenti inediti.

I testi del fascicolo rappresentano l’inizio di un "viaggio lungo e fecondo", frutto del lavoro di studiosi e ricercatori provenienti da diversi contesti geografici, sostenuti da un comitato scientifico autorevole. L’obiettivo della rivista è gettare un ponte tra passato e presente, mantenendo viva la tradizione musicale napoletana e stimolando riflessioni critiche e innovative.

La scelta di concentrarsi sull’Ottocento napoletano nasce dalla volontà di evidenziare un periodo spesso sottovalutato, caratterizzato da profondi mutamenti politici, sociali e culturali, in cui l’eredità barocca si intreccia con istanze rivoluzionarie e innovazioni artistiche. Napoli emerge così come un centro creativo di eccezionale vivacità nella geografia culturale e musicale dell’epoca.

Poliorama invita studiosi e ricercatori a proporre contributi sul panorama culturale musicale del Sud Italia, con particolare attenzione all’Ottocento meno noto, pur accogliendo anche studi su fenomeni culturali collegati nei secoli contigui. Sebbene privilegi le tematiche musicali, la rivista considera indispensabile il confronto con altri ambiti, come editoria, giornalismo e critica, per un’analisi più completa della storia musicale.

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