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Accademia dei Lincei: chiude l'anno accademico 2025-2026. Un piano strategico per pace, sovranità scientifica e futuro della ricerca

L'adunanza solenne di chiusura dell'anno accademico 2025-2026 dell'Accademia Nazionale dei Lincei, svoltasi alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha delineato le linee guida della ricerca italiana ed europea di fronte alle emergenze globali. La relazione del Presidente dell'Accademia, Roberto Antonelli, ha superato i confini del bilancio istituzionale, diventando manifesto programmatico per l'autonomia culturale e l'innovazione. Al centro del dibattito, scandito dalla consegna dei prestigiosi Premi Antonio Feltrinelli, sono emersi temi cruciali come la necessità di una stabilità internazionale permanente, la proposta di un polo europeo per l'intelligenza artificiale, il superamento delle fragilità strutturali della ricerca scientifica italiana e l'integrazione di cure mediche avanzate e solidarietà sociale. 


Si è svolta in un clima di profonda riflessione istituzionale l'adunanza che ha confermato il ruolo centrale dei Lincei come baluardo di autonomia culturale e motore di innovazione per il Paese, in grado di analizzare criticamente le grandi sfide e rispondere ai quesiti fondamentali della nostra epoca. 

L'azione dei Lincei si fonda principalmente sulla difesa della libertà e dell'indipendenza culturale dell'intero continente. L'istituzione persegue la pace considerandola un bene supremo, una precondizione logica e giuridica indispensabile per qualsiasi forma di progresso materiale e scientifico. Riprendendo le parole del Presidente Mattarella, opporsi alla violenza costituisce l'essenza stessa dei valori costituzionali. 

L'Accademia propone una svolta culturale profonda, invitando a pensare alla pace come a un traguardo inevitabile e come all'unico perno su cui rifondare il diritto e la diplomazia internazionale. L'altro asse portante dell'istituzione è la democratizzazione del sapere, intesa come impegno costante nel mettere le scoperte scientifiche e la solidarietà direttamente al servizio dei soggetti più vulnerabili. Questa medesima urgenza di indipendenza si riflette nella gestione delle transizioni tecnologiche, in cui l'Europa si trova attualmente in una posizione di potenziale subalternità rispetto ai colossi statunitensi e cinesi. 

Per salvaguardare la libertà del continente, l'Accademia dei Lincei, insieme alle accademie nazionali di Francia, Germania e Spagna, ha proposto all'Unione Europea l'istituzione di un Centro Europeo per l'Intelligenza Artificiale ispirato al modello del CERN, con l'obiettivo di edificare una reale sovranità europea del sapere. L'impatto dell'intelligenza artificiale viene equiparato a quello della macchina a vapore nella prima rivoluzione industriale; l'istituzione promuove pertanto un federalismo pragmatico che coordini gli sforzi a livello continentale per superare le frammentazioni dei singoli nazionalismi.

A fronte di queste grandi ambizioni europee, il sistema della ricerca in Italia si scontra con limiti strutturali e finanziari allarmanti. Nonostante l'impulso temporaneo del PNRR, i finanziamenti pubblici rimangono carenti, tanto che i 3 milioni di euro assegnati ai Lincei appaiono esigui se confrontati con i 180 milioni di euro della Royal Society inglese. 

Questa asimmetria alimenta la fuga di cervelli, un fenomeno in cui lo Stato investe ingenti risorse nella formazione di ricercatori qualificati che poi emigrano all'estero senza un flusso di rientro equivalente. Inoltre, la spesa complessiva in ricerca sul PIL resta significativamente inferiore a quella dei partner europei, ignorando il potenziale moltiplicatore economico del settore, che garantisce un ritorno stimato tra le 5 e le 10 volte l'investimento iniziale. 

Per tutelare il valore del sistema educativo, l'Accademia ha sollecitato un intervento severo dell'ANVUR per vigilare sulla proliferazione delle università telematiche, distinguendo i centri di reale valore scientifico dalle strutture orientate esclusivamente al rilascio di titoli cartacei. Il legame profondo tra l'eccellenza della ricerca e l'impegno civile ha trovato la sua massima espressione nei Premi Antonio Feltrinelli, celebrando iniziative che offrono risposte concrete alle emergenze umanitarie e sanitarie. 

Un premio speciale è stato conferito alla parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza, riconosciuta come presidio di accoglienza universale in grado di garantire rifugio e assistenza medica a civili di ogni fede nel cuore del conflitto in Medio Oriente. Parallelamente, sul fronte sociale nazionale, il riconoscimento all'associazione Camminare Insieme, guidata da Sergio Chiamparino, ha celebrato l'efficacia del modello della medicina senza tetto, che assicura cure gratuite agli emarginati e pone le basi per una rete di sussidiarietà medica replicabile su scala del Paese.

Questa spinta etica unisce la solidarietà territoriale alla ricerca medica d'avanguardia nei laboratori internazionali. La dottoressa Marina Cavazzana, vincitrice del Premio Internazionale Feltrinelli per la medicina, ha illustrato i progressi rivoluzionari della terapia genica nella cura dell'anemia falciforme. La scienziata ha tuttavia sollevato il problema dell'insostenibilità economica dei costi di mercato di queste terapie per i sistemi sanitari pubblici, indicando nella collaborazione scientifica transnazionale la via per sviluppare nuovi vettori terapeutici accessibili, capaci di sottrarre i trattamenti salvavita alle logiche speculative delle grandi multinazionali farmaceutiche.

La complessità di questi scenari evidenzia la necessità di analizzare la posizione dell'Accademia nello scacchiere geopolitico odierno. In questo preciso momento storico, caratterizzato da profonde fratture internazionali e da una marcata polarizzazione, i Lincei scelgono di riaffermare la validità della diplomazia scientifica come canale di dialogo transnazionale svincolato dai blocchi ideologici.

Il sapere e la ricerca condivisa operano come ponti neutrali, idonei a mantenere aperti i contatti e il confronto intellettuale persino con le comunità scientifiche appartenenti a Paesi temporaneamente distanti o non allineati sul piano diplomatico. L'istituzione valorizza la cooperazione globale fondandola sulla razionalità scientifica, interpretata come uno strumento primario per allentare le tensioni ed evitare un isolamento culturale deleterio per il progresso dell'intera umanità.

L'adunanza solenne del 2025-2026 ha confermato il ruolo centrale dell'Accademia dei Lincei come guida etica e scientifica. Affrontare le transizioni tecnologiche ed evitare il degrado politico causato dalle guerre richiede una strategia lungimirante. Solo attraverso il rifinanziamento strutturale della ricerca, la tutela dei giovani talenti, la rivendicazione di una sovranità digitale comunitaria e una solidarietà militante sarà possibile salvaguardare l'autonomia culturale dell'Europa e porre la scienza al servizio della convivenza pacifica e del benessere globale.


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