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Vino italiano in contrazione, Valoritalia traccia la rotta per le denominazioni. Sostenibilità come leva competitiva

L'Annual Report 2026 di Valoritalia, presentato ieri a Roma, fotografa una fase di contrazione strutturale per il vino italiano di qualità. Gli imbottigliamenti cedono per il secondo anno consecutivo, le micro-denominazioni mostrano una fragilità crescente rispetto alle grandi realtà consortili, e la sostenibilità si afferma come variabile competitiva determinante tanto per l'accesso ai mercati internazionali quanto per il nuovo quadro normativo europeo. Nasce la nuova piattaforma TESSA, sviluppata in collaborazione con Microsoft ed EOS, per un monitoraggio in tempo reale delle dinamiche produttive e di certificazione.


I dati presentati da Valoritalia restituiscono un quadro preciso e per molti versi preoccupante del vino italiano di qualità. Dopo la ripresa post-pandemica, gli imbottigliamenti hanno segnato nel 2025 una contrazione del 2,1% rispetto all'anno precedente, cui si è aggiunta nei primi cinque mesi del 2026 un'ulteriore flessione del 5,4%. La tendenza purtroppo non è leggibile come una fisiologica oscillazione ciclica, ma come la manifestazione di una fragilità strutturale che attraversa la filiera in modo disomogeneo, colpendo con intensità diversa a seconda delle dimensioni e del posizionamento delle denominazioni.

In un contesto segnato da profondi cambiamenti nei consumi e da crescenti incertezze sui mercati, sostenibilità, disponibilità di dati e tempestività nelle decisioni si confermano strumenti fondamentali per interpretare l'evoluzione del settore vitivinicolo e orientarne le scelte future. È questo il messaggio emerso ieri alla presentazione dell'Annual Report 2026 di Valoritalia, ente di certificazione che elabora e aggiorna ogni anno un quadro completo e verificato del vino di qualità italiano, messo a disposizione di imprese, Consorzi di Tutela, istituzioni e media. Un momento di confronto che, negli spazi dell'Hotel Sina Bernini Bristol di Roma, ha riunito alcuni tra i più autorevoli rappresentanti del settore per approfondire i temi dell'evoluzione normativa, della competitività delle denominazioni e del ruolo sempre più centrale della sostenibilità come leva di crescita per il vino italiano.

Ad aprire i lavori Francesco Liantonio, presidente di Valoritalia; a seguire Giuseppe Liberatore, direttore generale, per l'analisi dei principali dati; poi Denis Pantini di Nomisma con la ricerca "Scenario di mercato e ruolo della sostenibilità per la crescita del vino italiano"; infine una tavola rotonda con esponenti del MASAF, di Coldiretti Toscana, di Federdoc e di Equalitas.

Le differenze interne al sistema emergono con nettezza dai numeri. Nel 2025, i vini DOC e DOCG hanno registrato una crescita media attorno all'1%, mentre gli IGT hanno ceduto l'11%. All'interno delle tipologie, spumanti (+1,7%), rosati (+5,7%) e bianchi fermi (+6,3%) hanno mantenuto una dinamica positiva, mentre i rossi hanno perso oltre il 13%. La concentrazione della filiera è un altro dato rilevante: le prime 15 denominazioni rappresentano l'81% dei volumi certificati, i primi 14 Consorzi di Tutela coprono l'83%, e le prime cinque aziende imbottigliatrici concentrano quasi il 19% dei volumi complessivi. A questa concentrazione si affianca però una frammentazione altrettanto pronunciata: oltre il 75% delle imprese imbottiglia meno di 500 ettolitri all'anno, con un ruolo non trascurabile nella tenuta della biodiversità produttiva e dell'identità territoriale.

Liantonio ha messo a fuoco la duplicità strutturale del problema. Da un lato la necessità di rendere più competitive le imprese attraverso politiche differenziate, capaci di rispondere alle specificità dei diversi territori e delle diverse dimensioni aziendali. Dall'altro, l'urgenza di affrontare il nodo della sovracapacità produttiva, che riflette una contrazione dei consumi in atto a livello globale da decenni, e di riequilibrare la ripartizione dei margini lungo la catena distributiva. Liberatore ha sottolineato come le micro-denominazioni risultino particolarmente esposte alle oscillazioni della domanda, e ha indicato nella disponibilità di dati tempestivi uno strumento essenziale per consentire ai Consorzi di adottare misure correttive prima che il ritardo informativo ne limiti l'efficacia.

In questo contesto si colloca TESSA, la piattaforma sviluppata da Valoritalia in collaborazione con Microsoft ed EOS, che integra strumenti di Business Intelligence in grado di elaborare in tempo reale i dati provenienti dai processi di certificazione. L'obiettivo dichiarato è trasformare la mole di informazioni prodotte dalla filiera in uno strumento operativo di monitoraggio continuo, a disposizione di Consorzi, imprese e istituzioni per orientare le decisioni strategiche con maggiore tempestività.

La ricerca Nomisma, illustrata da Pantini, ha spostato l'asse del confronto sul versante dei comportamenti di consumo e sul ruolo della sostenibilità come fattore di differenziazione competitiva. La sostenibilità è sempre più presente nelle scelte dei consumatori, non soltanto in relazione al prodotto ma anche all'immagine dell'azienda e al territorio di produzione. I dati rilevano che due italiani su tre considerano questo aspetto rilevante anche nella scelta della meta enoturistica, segnalando una coerenza tra le aspettative legate al prodotto e quelle legate all'esperienza territoriale. Il nuovo Regolamento europeo sulle Indicazioni Geografiche riconosce la sostenibilità come componente integrante delle denominazioni DOP e IGP, aprendo agli strumenti volontari di certificazione che Paolo De Castro, intervenuto alla tavola rotonda, ha definito una leva di crescita per il posizionamento competitivo del vino italiano sui mercati globali.

Dall'insieme dei contributi presentati emerge una lettura convergente, ovvero che la capacità di risposta della filiera dipende in larga misura dalla dimensione e dalla rappresentatività dei Consorzi di Tutela, e il rafforzamento di queste strutture, insieme all'aggregazione delle realtà più piccole, rappresenta una priorità che le analisi Valoritalia pongono con forza all'attenzione delle politiche di settore.

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