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Sbarbatelle: dalla delegazione AIS di Asti a movimento nazionale di produttrici under 40

Nata nel 2017 nel Monferrato come evento dedicato alle giovani produttrici under 40, Sbarbatelle si è progressivamente ampliata fino a diventare una realtà associativa di carattere nazionale. Quella che inizialmente era una manifestazione promossa da AIS Asti per dare visibilità alle nuove generazioni di vignaiole è oggi un'associazione che riunisce oltre duecento professioniste provenienti da quasi tutte le regioni italiane. La sua crescita accompagna un contesto nel quale la presenza femminile nel settore vitivinicolo assume un ruolo sempre più rilevante, non soltanto nella conduzione delle aziende ma anche nei processi di innovazione, promozione e sviluppo delle attività legate al vino. Tra formazione, occasioni di confronto professionale e iniziative rivolte ai mercati internazionali, l'associazione si propone come uno spazio di collaborazione e valorizzazione delle nuove generazioni della viticoltura italiana.


Sbarbatelle nasce nel 2017 come evento-degustazione nel Monferrato, in provincia di Asti, da un'intuizione di Paolo Poncino, allora delegato AIS Asti, con il sostegno di AIS Piemonte. Alla prima edizione partecipano quindici produttrici; il format pensato per dare visibilità a giovani donne del vino under 40 con radici familiari nel settore, si rivela immediatamente capace di attrarre adesioni oltre i confini piemontesi. 

Negli anni successivi la manifestazione cresce per numero di partecipanti e copertura geografica, fino a raggiungere le dimensioni di un movimento nazionale. Nel 2024 Sbarbatelle compie un ulteriore passo, trasformandosi ufficialmente in associazione e configurandosi come punto di riferimento per la promozione innovativa del vino, con l'obiettivo di mettere in luce le esperienze e le storie delle giovani donne che contribuiscono a costruire il futuro del settore.

L'associazione riunisce oggi oltre 200 socie provenienti da tutta Italia. L'accesso è aperto a enologhe, viticoltrici e altre professioniste della filiera, a condizione che l'azienda sia di proprietà della socia o della sua famiglia e che l'interessata sia direttamente coinvolta nella gestione. Il limite anagrafico è tassativo: l'iscrizione è consentita fino al compimento dei quarant'anni, dopodichè è previsto il recesso obbligatorio. 

Le socie versano una quota annuale. Il direttivo è composto da dieci membri, quattro rappresentanti del Nord Italia, quattro del Centro e due del Sud, a testimonianza di una distribuzione territoriale che si estende ormai alla quasi totalità delle regioni. Soltanto Calabria e Molise non hanno ancora una socia; l'Alto Adige ha colmato la propria lacuna in tempi recenti, quando una produttrice si è presentata allo stand dell'associazione al Vinitaly 2026 e ha aderito sul momento.

Anche il nome richiama questa attenzione alle nuove generazioni. Nel lessico vitivinicolo le sbarbatelle sono le giovani piante di vite destinate a diventare produttive dopo l'impianto. Una definizione che l'associazione ha adottato come metafora di una nuova generazione di professioniste chiamate a raccogliere e sviluppare l'eredità dei territori vitivinicoli italiani. Il motto «Giovani gemme, radici profonde» sintetizza efficacemente questa idea di continuità e rinnovamento.

Sul piano della ricerca, i dati più recenti confermano la rilevanza strutturale della componente femminile nella viticoltura italiana. La ricerca "Innovare al femminile: i risultati di un'indagine nelle imprese vitivinicole", promossa da CREA Politiche e Bioeconomia in collaborazione con l'Associazione Nazionale Le Donne del Vino e presentata al Vinitaly 2026, documenta che le imprese vitivinicole guidate da donne non solo si avvicinano a quelle maschili per struttura e opportunità, ma registrano redditi medi superiori del 5%. 

A differenza dell'agricoltura in generale, dove le differenze strutturali rimangono marcate, nel vino si osserva una convergenza quasi totale, dove le aziende femminili mostrano dimensioni sovrapponibili a quelle maschili - 13,8 ettari contro 13,3 - con livelli analoghi di meccanizzazione e organizzazione del lavoro. 

L'impronta femminile si traduce in un'innovazione spesso meno visibile ma incisiva, di carattere organizzativo, gestionale e relazionale, che attraversa l'intera azienda, dalla produzione all'enoturismo, dalla comunicazione alla gestione delle risorse umane.

L'associazione articola la propria attività attraverso un programma annuale di workshop e masterclass per le socie, affiancato da iniziative territoriali come "Adotta una Sbarbatella", progetto che favorisce lo scambio professionale tra produttrici piemontesi e colleghe di altre regioni. 

Il momento culminante dell'anno è la manifestazione estiva in Piemonte. Quest'anno la nona edizione si tiene il 21 e 22 giugno 2026 nella cornice della Tenuta Marchesi Alfieri di San Martino Alfieri, con 75 giovani vignaiole da tutta Italia e oltre 200 etichette in degustazione tra il parco storico all'inglese e l'Orangerie della tenuta. 

Il mese scorso l'associazione ha compiuto il suo primo passo fuori dall'Italia. Diciassette socie si sono recate a Londra per una giornata di degustazione e cena al Cornus, ristorante stellato di Victoria, organizzata da Melania Battiston, wine director dell'insegna e lombarda di origine, già promotrice del primo grande raduno italiano dell'associazione due anni fa. Circa la metà delle produttrici presenti a Londra è ancora priva di distribuzione nel mercato britannico, e l'evento ha avuto anche una funzione esplicitamente commerciale, rivolta all'incontro con buyer, educatori e media del settore.


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