Miracolo a Parigi. Scoperto un manoscritto inedito di Mozart con 7 nuove composizioni per flauto e arpa
Una scoperta che ha del miracoloso, quella appena avvenuta a Parigi. Tra i meandri degli archivi della Bibliothèque nationale de France (BnF), è riemerso un manoscritto inedito di Wolfgang Amadeus Mozart, rimasto non identificato per oltre 230 anni. La notizia, annunciata ufficialmente il 19 giugno 2026 e documentata per la prima volta dalla testata francese Libération, segna uno dei ritrovamenti più significativi nella storia recente della musica.
Il manoscritto risale al soggiorno parigino di Mozart nel 1778. Al suo interno sono custodite dodici lezioni di composizione che il maestro impartì a Marie-Louise-Philippine de Bonnières de Guines, passata alla storia per essere stata la sua prima studentessa ufficiale di composizione.
Accanto alla parte didattica, il quaderno nasconde il tesoro più prezioso, rappresentato da sette pezzi originali per flauto e arpa. Nelle lettere inviate al padre Leopold, Mozart si era notoriamente lamentato della ragazza, scrivendo che non aveva "alcuna idea" e definendola un po' pigra. Tuttavia, le pagine ritrovate smentiscono in parte la durezza del maestro, mostrando un ricco e affascinante dialogo pedagogico tra l'insegnante e l'allieva.
Il pubblico ha potuto ascoltare queste note per la prima volta in assoluto domenica 21 giugno 2026, in occasione della Fête de la Musique. La prima mondiale si è tenuta proprio all'interno della BnF, affidata alle mani esperte della flautista Mathilde Calderini e dell'arpista Nicolas Tulliez. Per chi non ha potuto assistere all'evento dal vivo, l'emittente France Musique ha trasmesso la registrazione integrale del concerto il 22 giugno alle ore 15.00.
Per i flautisti e gli arpisti di tutto il mondo si tratta di un evento epocale. Il repertorio classico originale che unisce questi due strumenti è storicamente limitato, dato che fino ad oggi il punto di riferimento assoluto era il celebre Concerto per flauto e arpa K. 299 di Mozart, composto nello stesso periodo. Per questa ragione, la ricomparsa di queste partiture rappresenta un vero e proprio miracolo per la letteratura musicale dello strumento.

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