Teatro dell'Opera di Roma, la stagione 2026/2027 apre con Stravinskij. Diciassette titoli tra opera e danza
Il Teatro dell'Opera di Roma ha presentato oggi, nella sala del Teatro Costanzi, la stagione 2026/2027, intitolata «Il dolce suono mi colpì» dal verso della Lucia di Lammermoor di Donizetti, con undici titoli operistici, sette balletti, due opere in concerto e quattro eventi speciali distribuiti tra il Costanzi, il Teatro Nazionale e il Teatro Valle, in apertura con The Rake's Progress di Igor' Stravinskij il 27 novembre 2026.
La stagione 2026/2027 del Teatro dell'Opera di Roma prende avvio il 27 novembre con The Rake's Progress di Igor' Stravinskij, opera in tre atti su libretto di Wystan Hugh Auden e Chester Kallman andata in scena per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia l'11 settembre 1951, nell'ambito del XIV Festival di Musica Contemporanea della Biennale, in coproduzione con il Teatro alla Scala.
Fu lo stesso Stravinskij a salire sul podio per la prima assoluta, con un cast che comprendeva Elisabeth Schwarzkopf nel ruolo di Anne e Otakar Kraus in quello di Nick Shadow. Ultima opera del periodo neoclassico del compositore, The Rake's Progress costruisce il suo linguaggio su un'orchestra di proporzioni settecentesche, senza tromboni, con il clavicembalo impiegato nei recitativi secchi e in alcune scene drammatiche, e su una drammaturgia musicale che raccoglie la memoria di Mozart, Purcell, Händel e del melodramma italiano primo-ottocentesco in una sintesi che non ricorre alla citazione diretta ma alla rielaborazione stilistica profonda.
L'opera torna al Costanzi dopo 58 anni dall'ultima esecuzione del 1968, affidata alla direzione musicale di Michele Mariotti, direttore musicale del Teatro dell'Opera di Roma dal 2022 e insignito del 36° Premio Abbiati come miglior direttore d'orchestra. La regia è del sivigliano Rafael R. Villalobos, figura di rilievo nel panorama europeo contemporaneo: formatosi alla RESAD di Madrid, all'Università di Barcellona e alla Central School of Speech and Drama di Londra, vincitore nel 2013 dell'Europäischer Opernregie-Preis dell'Opera Europa-Camerata Nuova e nel 2019 del Premio della Fondazione Princesa de Girona per le arti e la letteratura, Villalobos ha lavorato al Teatro Real di Madrid, alla Monnaie di Bruxelles, al Gran Teatre del Liceu di Barcellona e alla Staatsoper di Berlino.
Per la nuova produzione romana firma anche i costumi, affiancato dallo scenografo Pablo Chaves Maza e dal lighting designer Felipe Ramos. Il cast riunisce Lawrence Brownlee nel ruolo di Tom Rakewell, Alex Esposito come Nick Shadow, Daniela Barcellona nei panni di Baba la Turca e Jennifer Larmore come Mother Goose, con il soprano Rosalia Cid al debutto al Costanzi nella parte di Anne Trulove.
Il cartellone operativo della stagione attraversa repertori e cronologie distanti: il Settecento di Gluck, il primo Ottocento di Rossini e Donizetti, il grande repertorio verdiano e il verismo di Giordano compongono l'ossatura del programma, affiancati dal Novecento di Šostakovič e da una prima assoluta contemporanea.
Robert Carsen torna al Costanzi con Iphigénie en Tauride di Christoph Willibald Gluck, in cartellone dal 18 al 27 aprile 2027 per la prima volta dopo quarant'anni, in una nuova produzione derivata dall'allestimento presentato al Théâtre des Champs-Élysées nel 2019. Sul podio debutta Alessandro De Marchi, tra i più rigorosi specialisti del repertorio barocco e classico; Axelle Fanyo è Iphigénie, con Alessio Arduini come Oreste e Julien Behr come Pylade. Barrie Kosky firma per la prima volta nella storia del Costanzi Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk di Dmitrij Šostakovič, in una produzione della Komische Oper Berlin in scena dal 14 al 22 maggio 2027, con Juraj Valčuha sul podio e Olesya Golovneva e Dmitry Ulyanov protagonisti al debutto al teatro romano.
Tra le nuove produzioni, Karole Armitage firma la regia della Lucia di Lammermoor di Donizetti (21-28 febbraio 2027), con Jessica Pratt e Xabier Anduaga nei ruoli principali e Giacomo Sagripanti sul podio; Daniele Menghini affronta Il trovatore di Verdi (22 giugno-1 luglio 2027) con Nicola Luisotti direttore e un cast che alterna Marina Rebeka e Vasilisa Beržhanskaja, Vittorio Grigolo e Angelo Villari, Ekaterina Semenchuk e George Petean; Andrea Bernard mette in scena La rondine di Puccini (18-26 settembre 2027) con Ermonela Jaho e Francesco Meli diretti da Francesco Lanzillotta.
Mario Martone con Michele Mariotti sul podio chiude la stagione con La Cenerentola di Rossini (1-10 ottobre 2027), presentata al Teatro Valle nell'anno della sua riapertura: l'opera vi debuttò il 25 gennaio 1817, e il ritorno nel luogo della prima assoluta, dopo 210 anni, costituisce uno dei gesti simbolicamente più rilevanti del cartellone. Marco Bellocchio riprende l'Andrea Chénier di Umberto Giordano (17-26 gennaio 2027) con Sonya Yoncheva, Brian Jagde e Ludovic Tézier, Daniel Oren sul podio; Pier Luigi Pizzi è omaggiato con la ripresa del suo allestimento de I due Foscari di Verdi (13-21 marzo 2027), con Riccardo Frizza direttore e Nicola Alaimo nel ruolo di Francesco Foscari.
Tra le opere in concerto, Anna Netrebko affronta per la prima volta in Italia il ruolo di Judit ne Il castello del principe Barbablù di Béla Bartók (4 dicembre 2026), con la Hungarian Radio Symphony Orchestra diretta da Henrik Nánási; Cecilia Bartoli celebra i quarant'anni di carriera il 27 maggio 2027, esattamente quarant'anni dopo il debutto al Costanzi il 27 maggio 1987, con Il barbiere di Siviglia di Rossini, accompagnata da Les Musiciens du Prince–Monaco diretti da Gianluca Capuano.
La stagione di danza si apre con Il lago dei cigni di Čajkovskij nella coreografia di Benjamin Pech (17-31 dicembre 2026), con Fumi Kaneko, Vadim Muntagirov e Paul Marque. John Neumeier porta al Costanzi una nuova produzione della Terza sinfonia di Mahler (4-10 febbraio 2027), affidata alla direzione di Simon Hewett; ospite di tre recite Alina Cojocaru, al suo debutto sul palcoscenico capitolino. Seguono il trittico Motus con Nicolas Blanc, Wayne McGregor e Alexander Ekman (31 marzo–4 aprile 2027) e Don Chisciotte di Ludwig Minkus nella coreografia di Laurent Hilaire (4-11 giugno 2027), con Marianela Nuñez e Daniil Simkin protagonisti. Jean-Guillaume Bart firma una nuova produzione di Raymonda su musiche di Aleksandr Glazunov (6-13 ottobre 2027), capolavoro della tradizione coreografica ottocentesca nella versione originale creata da Marius Petipa. La danza contemporanea trova spazio nel trittico Echoes al Teatro Nazionale (20-24 aprile 2027) con lavori di Rafael Bonachela, Sharon Eyal e Diego Tortelli.
Tra gli eventi speciali, Michele Mariotti dirige lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi al Duomo di Orvieto il 3 marzo 2027, con Emőke Baráth e Sara Mingardo. Al Teatro Nazionale va in scena dal 19 al 26 maggio 2027 la prima assoluta di Code: Unknown di Nicola Sani su libretto di Franco Ripa di Meana, commissione del Teatro dell'Opera di Roma in collaborazione con Radio France e l'Università degli Studi di Padova, con Marco Angius sul podio. Al Costanzi il 21 aprile 2027 Sergio Rubini interpreta Piccinni e Gluck, una corona per due, racconto teatrale di Valerio Cappelli sulla querelle parigina di fine Settecento tra i sostenitori della riforma gluckiana e la tradizione italiana, in pendant con le recite dell'Iphigénie en Tauride in cartellone negli stessi giorni.
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