lunedì 9 maggio 2016

L'autenticità degli alimenti con la Spettrometria di massa isotopica

Fondazione Edmund Mach: in Trentino il 1° simposio nazionale sulla spettrometria di massa isotopica‏
Un centinaio di esperti di questa tecnica da oggi a mercoledì al 1° simposio nazionale.

Dalla tracciabilità all’autenticità alimentare, dalla scienza forense all’idrologia, passando per l'ambiente, l’antidoping, l’archeometria. Sono infiniti i campi di applicazione della spettrometria di massa isotopica, una tecnica analitica per tracciare l'origine e caratterizzare l'ambiente, identificando ad esempio l'autenticità degli alimenti, l'impatto dei cambiamenti climatici sull'ambiente, le vie migratorie degli uccelli e le tracce di sostanze dopanti. 

Da oggi a mercoledì alla Fondazione Edmund Mach, dove è attivo uno dei laboratori più all'avanguardia a livello nazionale per la tracciabilità degli alimenti, è in corso il primo simposio nazionale di spettrometria di massa isotopica organizzato in collaborazione con la Divisione di Spettrometria di Massa della Società Chimica Italiana.

Il convegno è patrocinato dalla Provincia autonoma di Trento e dalla Società Chimica Italiana Trentino Alto Adige Südtirol, e vede partecipare un centinaio di ricercatori, provenienti da tutta Italia, ma anche da Cina, Inghilterra, Germania e Austria. 

L'evento inaugura una nuova serie di workshop dedicati alle applicazioni di una particolare tecnologia, che è la spettrometria di massa isotopica. Lo scopo è quello di riunire la comunità italiana di ricercatori che lavorano in questo campo, per favorire la discussione e la cooperazione tra ricercatori provenienti da istituzioni pubbliche e private e la comunicazione tra le esigenze industriali e la conoscenza accademica. Sarà inoltre l’occasione per definire lo stato dell'arte, la strumentazione, le metodologie, le applicazioni e le innovazioni nel campo di questa tecnologia.

Al convegno, a margine dei contributi scientifici, sono intervenuti il dirigente del Centro Ricerca e Innovazione, Annapaola Rizzoli e il direttore del dipartimento Terra e Ambiente del CNR, Enrico Brugnoli.

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