Passa ai contenuti principali

Agricoltura e sostenibilità, le piante si difendono dai predatori con sistemi d’allarme. Uno studio apre la strada per un futuro senza pesticidi

Uno studio giapponese ha scoperto il meccanismo di difesa innescato dalle piante in presenza di insetti predatori. La ricerca pubblicata sulla rivista Communications Biology.





Le piante, da sole, potrebbero avere la risposta giusta per disinnescare potenziali attacchi di insetti predatori. La scoperta potrebbe aiutare a rendere le piante sempre più resistenti ai parassiti evitando l’uso di pesticidi. Il risultato, pubblicato sulla rivista Communications Biology.

Un gruppo di ricerca coordinato da Gen-ichiro Arimura, della Tokyo University of Science (Tus) ha scoperto che alcune piante come la soia, si difendono dai predatori con un sistema di allarme molecolare basato su proteine che, al primo segnale di pericolo, fanno innescare un meccanismo che rende le piante resistenti ai predatori. 

Per far luce sul meccanismo gli studiosi si sono concentrati sulla soia, perché questa pianta secerne una proteina nelle foglie coinvolta nel rilevamento degli insetti. Analizzando il genoma della pianta è stato scoperto che sono ben 15 i geni coinvolti nel meccanismo.

Per comprendere il ruolo di ognuno di essi sono state sviluppate 15 tipi di piante di Arabetta comune che per il breve ciclo vitale è una delle piante più usate in studi di genetica e fisiologia, ciascuna delle quali esprime solo uno dei 15 geni della soia. Quando queste piante sono state esposte alle secrezioni di insetti nocivi, è stato scoperto che di questi 15 geni due in particolare producono proteine in grado di rilevare la presenza degli insetti, generando la risposta di difesa della pianta.

Come spiegato da Arimura, è da anni che si cerca di comprendere il meccanismo molecolare della resistenza delle piante, ma i sensori coinvolti nel riconoscimento dei parassiti da parte di queste finora non erano noti. Le piante, infatti, hanno sistemi di difesa che si innescano in risposta a una particolare minaccia. Per esempio, alcune piante avvertono il pericolo dei predatori rilevando determinate sostanze chimiche che emettono. Ciò innesca una cascata di eventi nel sistema di difesa della pianta che la porta a diventare resistente al predatore. In che modo? O producendo sostanze che allontanano gli insetti, o producendo enzimi che irrobustiscono le barriere cellulari, o producendo sostanze in grado di impedire il progredire dell’infezione. Ma nonostante decenni di ricerca, come le piante riconoscono esattamente i segnali degli insetti è rimasto un mistero.

Commenti

Post popolari in questo blog

È del poeta il fin la meraviglia, Gianbattista Marino: l'Adone manifesto poetico del barocco italiano

Gianbattista Marino è una delle figure più emblematiche della letteratura barocca italiana, e il suo poema L'Adone è considerato un vero e proprio "manifesto poetico del Barocco", non solo in Italia ma in tutta Europa. Ecco un'analisi del suo ruolo e delle caratteristiche che lo rendono un'opera fondamentale per il periodo. Marino fu un poeta innovativo, tra i massimi esponenti della poesia barocca, noto per il suo stile elaborato, ricco di metafore, giochi di parole e virtuosismi linguistici. La sua poetica si distacca dalla tradizione classica e rinascimentale, abbracciando invece i principi del Barocco: l'arte come meraviglia, l'ostentazione della tecnica e la ricerca del sorprendente. Marino visse in un'epoca di grandi cambiamenti culturali e sociali, e la sua opera riflette questa complessità. L'Adone è un poema epico-mitologico in 20 canti, composto da oltre 40.000 versi. Narra la storia d'amore tra Venere e Adone, tratta dalla mitologia ...

"La prima notte di quiete" di Valerio Zurlini e la Madonna del parto

Uno dei capolavori più ammirati di Piero della Francesca attraverso gli occhi di un maestro della "settima arte". "Vergine madre, figlia del tuo figlio, umile ed alta più che creatura, termine fisso d'eterno consiglio, tu sei colei che l'umana natura nobilitasti, sì che il suo fattore, non disdegnò di farsi sua fattura" Nella piccola chiesa di Santa Maria a Momentana, isolata in mezzo al verde delle pendici collinari di Monterchi, Piero della Francesca dipinse in soli sette giorni uno dei suoi più noti e ammirati capolavori che oggi richiama nella Val Tiberina visitatori da tutto il mondo. La datazione esatta dell`opera è incerta, oscillando, a seconda delle teorie, dal 1450 a oltre il 1475. Non sono chiare le motivazioni della committenza né della scelta del soggetto, tema piuttosto frequente nell’iconografia spagnola, ma del tutto insolito in quella italiana. L’affresco rappresenta la Vergine incinta, in piedi al centro di una preziosa tenda ...

Vino e sicurezza, rischio asfissia nel processo di fermentazione dell'uva. Morte in Calabria 4 persone a causa di esalazioni tossiche da vasca con mosto. Il punto sulla prevenzione

Quattro persone sono morte in Calabria a causa delle esalazioni provenienti da una vasca contenente mosto d'uva, mentre una quinta persona è rimasta gravemente ferita ed è stata trasferita in ospedale.  La notizia, appena giunta in redazione, riguarda un grave incidente avvenuto nel comune di Paola, in contrada Carusi. Questo tragico episodio fa riflettere sul perché, nonostante l'ampia comunicazione sulla sicurezza sul lavoro, e in particolare sulle attività enologiche, simili tragedie possano ancora verificarsi. Riporta alla mente tempi in cui le attività contadine non disponevano degli strumenti di prevenzione oggi garantiti dalla continua evoluzione della ricerca e delle tecnologie. È quindi fondamentale ribadire quali siano i rischi legati all’esposizione a gas e vapori nelle cantine vinicole e come prevenirli. Un importante documento sulla sicurezza nelle cantine vinicole, “Lavoro in spazi confinati nelle cantine vinicole. Indicazioni operative per la gestione dei rischi”...