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Morellino di Scansano, la menzione Superiore è legge: la Gazzetta Ufficiale sigilla un percorso di qualità

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle modifiche al disciplinare di produzione approvate dall'Assemblea dei soci nel 2025, la denominazione Morellino di Scansano DOCG acquisisce ufficialmente la menzione Superiore. La notizia è stata annunciata oggi dalla Fortezza da Basso di Firenze, in occasione di Chianti Lovers & Rosso Morellino. La DOCG maremmana porta così a compimento un percorso di strutturazione qualitativa avviato con il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata nel 1978 e culminato con la DOCG nel 2006.


La denominazione Morellino di Scansano chiude un capitolo rilevante del proprio percorso regolamentare. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle modifiche al disciplinare approvate dall'Assemblea dei soci nel 2025, la menzione Superiore acquisisce piena validità giuridica e operativa, colmando uno spazio che fino a questo momento era rimasto privo di riconoscimento formale. L'annuncio è giunto dalla Fortezza da Basso di Firenze in occasione di Chianti Lovers & Rosso Morellino 2026, appuntamento annuale delle Anteprime di Toscana che ha riunito stampa, operatori e buyer internazionali con 13 aziende e 22 etichette in degustazione.

Un percorso, quello del Morellino, che parte con il primo riconoscimento istituzionale arrivato con la DOC nel 1978 e, quasi trent'anni dopo, con la DOCG sancita dal decreto ministeriale del novembre 2006. Da quel momento il disciplinare ha continuato a evolversi in risposta alle istanze dei produttori, con una prima revisione già intervenuta nel marzo 2021 e con la domanda di ulteriore modifica presentata dal Consorzio, acquisita al protocollo ministeriale il 5 giugno 2025, che ha ora completato il proprio iter con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della menzione Superiore.

Sul piano tecnico, il Superiore si definisce attraverso requisiti precisi. La tipologia prevede un impiego minimo dell'85% di Sangiovese, la possibilità di integrare altri vitigni a bacca nera non aromatici fino al 15%, una gradazione alcolica minima di 13 gradi volumici, rese per ettaro più contenute rispetto alla versione Annata e un termine minimo per l'immissione al consumo fissato al 1° gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia, contro il 1° marzo dell'anno successivo previsto per la tipologia base. Per la Riserva, le modifiche innalzano al 90% la quota minima di Sangiovese e introducono una riduzione delle rese per ettaro e un aumento della gradazione alcolica minima, accentuando la distinzione verticale tra le tre tipologie e restituendo a ciascuna un profilo più complesso e nitido.

Come dichiarato da Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Morellino di Scansano, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale rappresenta un risultato importante per tutta la denominazione. Con la menzione Superiore si rafforza un percorso di valorizzazione che continua a puntare su una sempre maggiore selezione e identità; un evidente segnale concreto della volontà di continuare a investire sulla qualità e sulla riconoscibilità del Sangiovese della costa, offrendo al mercato una garanzia di coerenza e valore. 

Il presidente ha poi sottolineato che il Superiore non nasce da un'elaborazione teorica ma dalla formalizzazione di una realtà già presente nelle cantine consorziate. Molti produttori realizzavano da tempo un vino con caratteristiche proprie e distinte rispetto sia all'Annata sia alla Riserva, senza che questa categoria disponesse di un quadro normativo di riferimento e di un'identità comunicabile al mercato. Dare un nome e uno statuto regolamentare a qualcosa che esiste nella pratica produttiva è un atto di coerenza verso il territorio e di chiarezza verso la distribuzione internazionale.

Tutto questo avviene in un territorio la cui vocazione enologica si esprime con una forza che va ben oltre i confini della denominazione stessa. È un dato che merita di essere registrato con onestà intellettuale. Accanto alle aziende consorziate operano realtà produttive che hanno scelto percorsi autonomi, collocando le proprie etichette sotto la denominazione Maremma Toscana DOC o la categoria Toscana IGT, non per disconoscere il valore della DOCG, ma per rispondere a visioni enologiche proprie, a logiche di mercato diverse, a scelte varietali o di assemblaggio che il disciplinare del Morellino non contempla o che semplicemente il produttore preferisce non vincolare a un perimetro normativo specifico. 

Ricordo che realtà come I Lecci della famiglia Milaneschi, membro del Consorzio fin dalla fondazione,  produce contestualmente vini DOCG e vini IGT, mentre altre aziende storiche come Moris Farms, articolano la propria gamma su più denominazioni, con etichette IGT Toscana affiancate al Morellino di Scansano DOCG. Sono scelte individuali, figlie di storie aziendali e sensibilità enologiche diverse, e in quanto tali meritano rispetto senza essere lette come una critica implicita alla denominazione.

Ciò che queste dinamiche testimoniano, al contrario, è la profondità qualitativa di un territorio capace di generare eccellenza in modo plurale e diffuso, a prescindere da qualsiasi perimetro normativo. Il Sangiovese delle colline maremmane, modellato da suoli argillosi e dalla prossimità al Tirreno, produce vino di qualità riconoscibile in bottiglia prima ancora che sulla controetichetta. La denominazione e ciò che le sta intorno, raccontano quindi insieme la stessa storia: quella di un territorio che ha imparato a conoscere se stesso.

Sul fronte della vendemmia 2025, le condizioni climatiche variabili hanno determinato una significativa riduzione delle rese, con una produzione finale stimata intorno ai 75.000 quintali, ma la gestione in vigna e in cantina ha consentito di preservare l'identità e l'equilibrio del vino. Sul fronte commerciale, nonostante le difficoltà di un mercato condizionato dalla congiuntura economica sfavorevole, sia a livello nazionale sia internazionale, il Morellino ha registrato un incremento delle vendite nel 2025. 

La menzione Superiore si inserisce in questo quadro come un investimento prospettico; di fatto un'architettura qualitativa più articolata, è uno strumento più efficace per sostenere il valore percepito della denominazione nel medio e lungo periodo, indipendentemente dalle oscillazioni contingenti della domanda. Concludo dicendo che il Morellino di Scansano ha dato un nome a ciò che il territorio sapeva già fare. Da oggi, quel nome è riconosciuto dalla legge e ben riconoscibile dal mercato.

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