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People4Soil: Salviamo i suoli d’Europa

Via alla petizione People4Soil contro consumo suolo
Garantire sicurezza alimentare, tutelare la biodiversità e contrastare il cambiamento climatico.

È stata registrata dalla Commissione Europea l’Iniziativa dei Cittadini Europei (Eci) che si intitola People4Soil “per salvare i suoli d’Europa”, e che dal prossimo settembre verrà lanciata come grande petizione popolare: occorrono le firme di un milione di cittadini europei affinché la Eci abbia successo imponendo alle istituzioni comunitarie di affrontare la scrittura e la discussione di una direttiva sui suoli. 

Il suolo è il bene comune imprescindibile per lo sviluppo del progetto europeo, la sua tutela deve essere una responsabilità comune di cui le istituzioni comunitarie devono farsi garanti. E’ questa l’istanza popolare di cui si fanno carico le centinaia di associazioni che hanno aderito al network di People4Soil (www.people4soil.eu/).

La richiesta dei cittadini alle istituzioni comunitarie è quella di far tornare l’Europa protagonista nella tutela dell’ambiente, del territorio e dei beni comuni che costituiscono patrimonio naturale e base del benessere per tutti gli abitanti del continente.

Firmando la Eci, i cittadini rivendicano la tutela della risorsa naturale più strategica d’Europa, poiché garantisce sicurezza alimentare, tutela la biodiversità e contrasta il cambiamento climatico. In quattro punti, la petizione proclama la natura di bene comune dei suoli, per i servizi che il terreno fertile assicura al benessere dei cittadini e al loro ambiente di vita; rivendica la necessità di un quadro legale comunitario per la prevenzione delle minacce che incombono sui suoli e sulla loro fertilità (erosione, impermeabilizzazione, perdita di humus e contaminazione); richiama gli obblighi internazionali assunti, sia nell’ambito del programma delle Nazioni Unite sugli obiettivi di Sviluppo Sostenibile, che nel rispetto degli accordi globali sul clima.

Il network People4soil raggruppa organizzazioni di varia natura in tutti i Paesi europei: ci sono società scientifiche, cartelli e associazioni ambientaliste, reti contadine, organizzazioni di produttori agricoli e di distribuzione di prodotti biologici. E’ in Italia il network più ampio: nel nostro Paese si è inoltre costituita una task force per il suolo, che vede il ruolo propulsivo di importanti organizzazioni (Acli, Coldiretti, Fai, Inu, Legambiente, Lipu, Slow Food, Wwf) già attive nell’azione di proposta e di sostegno a norme efficaci contro il consumo di suolo.

La task force italiana sarà protagonista nella mobilitazione per la direttiva europea: “la Ue è stata per decenni un faro nelle politiche ambientali, in materia di inquinamento dell’acqua e dell’aria, di tutela della biodiversità, di lotta al cambiamento climatico, di rifiuti e gestione del rischio industriale. 500 milioni di cittadini oggi vivono in un ambiente più sano grazie anche alle politiche europee. Noi come cittadini europei chiediamo alle nostre istituzioni di riappropriarsi di questo ruolo, affrontando il capitolo più decisivo: tutelare i suoli, contrastandone la cementificazione, il degrado e la contaminazione. L’Europa non è una bandiera ma un progetto: vogliamo essere cittadini di una Unione che si consolida a partire dalla tutela del bene comune”.

People4Soil è una rete libera e aperta di ONG europee, istituti di ricerca, associazioni di agricoltori e gruppi ambientalisti. Siamo molto preoccupati per il crescente degrado dei suoli sia nell'UE che a livello globale: l'erosione, il consumo di suolo, la perdita di materia organica, la compattazione, la salinizzazione, il dissesto idrogeologico e la contaminazione hanno impatti negativi sulla salute umana, la sicurezza alimentare, gli ecosistemi naturali, la biodiversità e il clima, nonché sulla nostra economia.

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