venerdì 9 maggio 2014

Cultura e Vino

LE RAPPRESENTAZIONI DEL VINO ATTRAVERSO LE GENERAZIONI
“Il vino mi spinge, il vino folle, che fa cantare anche l’uomo più saggio, e lo fa ridere mollemente e lo costringe a danzare, e tira fuori la parola, che sta meglio non detta”. (Omero)



Nessuna altra categoria merceologica è stata in grado di sviluppare una propria poetica altrettanto raffinata come quella della produzione del vino. L’enologia si trasforma così in enosofia.

È importante però che chi si occupa di vino non cada nella trappola della componente retorica del ricco repertorio di favole che hanno contribuito a creare alcune riflessioni anticonformiste sulla possibilità di adattare il vino ai gusti dei consumatori.

Anche se il vino affonda le sue radici nella cultura dei Paesi del Mediterraneo, è impensabile che nel giro di qualche decennio i suoi popoli si siano trasformati da contadini malnutriti in raffinati intenditori. Per secoli si è bevuto vino di bassa qualità. Fino agli anni '60-'70 si trattava di vino auto prodotto, acquistato generalmente sfuso.

Con il distacco della società italiana dai suoi retaggi contadini, il consumo del vino, ha subito l’effetto di altri prodotti elitari: le masse hanno iniziato a copiare le abitudini dei ceti privilegiati, a rivendicare una propria cultura e soprattutto a parlare...

L’abitudine a bere bevande alcoliche non si acquisisce spontaneamente, ma si realizza per imitazione dello stile della famiglia e dei gruppi sociali di appartenenza. Oggi i giovani bevono raramente vino a casa e frequentano luoghi di aggregazione dove il vino ha spazio quasi nullo. Dove impareranno allora quel vocabolario di sensazioni gustative che è negli enunciati degli opinion leader?

Sono i luoghi di produzione, i territori e le cantine accoglienti, che riescono sempre più a dare la carica suggestiva del prodotto all'immaginario dell’enonauta, ma si tratta di una iniziazione riservata a pochi. Il destino del vino, che piaccia o no, è nelle mani dei grandi retailers che stanno operando sul vino un sostanziale sovra-investimento, rappresentato da un buon prezzo, da un assortimento il più ampio possibile ed una ambientazione suggestiva dell’“enoteca”.

Ci si augura, allora, che in questo periodo di crisi, come era avvenuto all'epoca dello scandalo del metanolo, possa esserci un rinnovamento capace di trasformare le minacce in opportunità.


Attilio Scienza
Ordinario di Viticoltura
Università degli Studi di Milano