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Polifonia rinascimentale riscoperta, quando la parola è d'oro: le messe parodiche di Jean Richafort nella registrazione di Cappella Mariana

L'ultima incisione firmata dall'ensemble Cappella Mariana diretto da Vojtěch Semerád per l’etichetta Musique en Wallonie, porta alla luce due messe parodiche di Jean Richafort, figura centrale della scuola franco-fiamminga rinascimentale. Missa O Genitrix gloriosa e Missa Veni sponsa Christi emergono con raffinata chiarezza testuale, restituendo una suggestiva esplorazione del sacro in musica. Il disco ha ottenuto il prestigioso Diapason d’Or, confermando il valore artistico e storico di un progetto che riconsegna al pubblico una delle voci più significative della polifonia rinascimentale.



Nel fitto panorama della polifonia franco-fiamminga, il nome di Jean Richafort (c. 1480–c. 1547) occupa un posto particolare: apprezzato in vita da personalità come Luigi XII, Anna di Bretagna e Francesco I, le sue composizioni circolarono ampiamente in Europa e furono accolte anche nel repertorio della Cappella Sistina. La sua produzione comprende tre messe, una trentina di mottetti e una quindicina di chansons, documentata in oltre duecento fonti, sia a stampa che manoscritte. Nonostante questa fortuna, la sua figura è rimasta per lungo tempo ai margini della storiografia musicale.

La recente registrazione dell'ensemble Cappella Mariana, diretto da Vojtěch Semerád e pubblicata da Musique en Wallonie, restituisce due messe fondamentali: la Missa O Genitrix gloriosa, modellata sul mottetto di Loyset Compère, e la Missa Veni sponsa Christi, costruita sul proprio mottetto omonimo. Entrambe appartengono alla prima stagione della cosiddetta messa parodica, genere che rielabora un modello polifonico preesistente trasformandolo attraverso imitazioni, variazioni ritmiche e sofisticate architetture contrappuntistiche.

Il disco ha ricevuto il Diapason d’Or, uno dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali nel campo della musica classica. La critica francese ha lodato l’interpretazione della Cappella Mariana: "le frasi, ampie, sono perfettamente guidate, la dizione impeccabile restituisce il testo con esattezza, ogni minimo dettaglio della trama contrappuntistica è presente, l’omogeneità dei cantori è totale e la tavolozza delle sfumature ampliata al massimo" (Anne Ibos-Augé, Diapason). Benoît Fauchet ha aggiunto una sintesi  folgorante: "La loro parola è d’oro".

L’interpretazione si distingue per la chiarezza con cui il latino viene reso - elemento tutt’altro che scontato, soprattutto se affidato a un ensemble di lingua ceca - grazie a una dizione precisa e naturale. L’ampiezza delle frasi musicali sostiene con equilibrio la tensione tra solennità liturgica e intensità drammatica. Nei momenti di massima forza espressiva, come il Crucifixus della Missa O Genitrix o il Gloria della Missa Veni sponsa Christi, emerge una sensibilità timbrica: l'alternanza tra imitazioni complesse e momenti di pura meditazione, creano un equilibrio dinamico tra devozione silenziosa e tensione espressiva, Le dissonanze e le false relazioni armoniche, cifra caratteristica del linguaggio di Richafort, sono restituite con misura ma anche con un coraggio interpretativo che ne valorizza l’originalità.

Non si tratta soltanto di una riuscita esecuzione, ma di un contributo significativo alla discografia rinascimentale: grazie a questa incisione, il corpus messe di Richafort - storicamente limitato - diviene finalmente disponibile in integrale, affidando al moderno ascoltatore una porzione cruciale del suo pensiero sacro. 

Il progetto ha visto la collaborazione di RicercarLab (Philippe Vendrix e Agostino Magro), che ne ha curato la concezione scientifica, e segna un passo importante per la discografia dedicata al Rinascimento: le messe di Richafort, raramente registrate, trovano qui un’interpretazione di riferimento, ma non solo, il lavoro apre la strada alla riscoperta anche dei mottetti e delle chansons del compositore fiammingo, finora scarsamente presenti nei cataloghi moderni.

La Cappella Mariana dimostra, ancora una volta, di essere voce privilegiata nella rinascenza delle grandi pagine sacre dimenticate, confermandosi come una delle compagini vocali più attente alla valorizzazione del repertorio antico.

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