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La Russia torna a bere italiano. Crescita a doppia cifra per l’import di vino in Russia, che sfida la crisi economica e dei consumi. E lo Stivale si conferma primo partner commerciale

Il vino italiano di qualità torna protagonista a Mosca e San Pietroburgo. Nelle due città simbolo della Russia, il trade è pronto ad accogliere i produttori del Bel Paese. 



Al via oggi l’ottava edizione di Solo Italiano Grandi Vini Russia, l’evento organizzato da I.E.M. - International Exhibition Management per promuovere la nostra enologia nel mondo consente alle aziende vinicole italiane di incontrare direttamente i professionisti locali (importatori, distributori, sommelier, canale ho.re.ca.), la stampa e i consumatori di alto profilo, grazie a un ricco programma di seminari, degustazioni guidate e workshop.

Solo Italiano 2018 si preannuncia un’edizione di grande successo, forte del crescente interesse registrato anche nel 2017. Il Lotte Hotel di Mosca (2 Bld., 8 Novinskiy Blvd) ospita il primo appuntamento, con due degustazioni guidate a cura del Consorzio Vino Chianti (ore 13-14) e dell’Istituto Grandi Marchi (ore 16-17.30), mentre al Sokos Hotel Palace Bridge di San Pietroburgo (Birzhevoy pereulok 4) sono in programma tre wine tasting a cura del Consorzio di Tutela della Doc Prosecco, del Consorzio Vino Chianti e dell’Istituto Grandi Marchi (ore 13-14, 14.30-15.30, 16-17). In parallelo per entrambe le tappe, dalle ore 14 alle 18, avrà luogo il grande walk-around tasting delle Cantine protagoniste.

«Il mercato russo sta reagendo molto positivamente alla crisi economica e dei consumi che ha attanagliato il Paese negli ultimi anni», spiega Marina Nedic, Managing Director di I.E.M. «Fra gennaio e novembre 2017 le importazioni di vino sono aumentate del +12,2% in quantità e addirittura del +37,6% in valore rispetto al 2016: poco più di 779 milioni di euro per 3.990 mila ettolitri totali».

Ancora più incisiva è la crescita del vino italiano, che guida la ripresa del settore con il +37,9% in quantità e addirittura il +41% in valore. Da gennaio a novembre 2017 il Bel Paese ha venduto oltre 716 mila ettolitri di vino, pari a 222,58 milioni di euro: quasi il 29% del valore complessivo delle importazioni enoiche. Lo Stivale si conferma primo partner commerciale del Paese, ma non deve abbassare la guardia: al secondo gradino la Francia sta recuperando terreno, con 141,26 milioni di euro (+38%) per 358 mila ettolitri  (+35,1%), mentre la concorrenza spagnola paga ancora lo scotto di un prezzo medio davvero basso (1,15 euro al litro contro i 3,11 dell’Italia), ma resta primo esportatore indiscusso per quantità (1,133,22 mila ettolitri per 130,86 milioni di euro). Il nostro asso nella manica si conferma la ristorazione: la cucina italiana, molto amata dai consumatori russi, costituisce un canale privilegiato per valorizzare la qualità delle etichette made in Italy.

La sfida si gioca nel rilancio del comparto spumanti. L'import totale di bollicine fra gennaio e novembre 2017 vale 118 milioni di euro (+39,9%) per 279 mila ettolitri (+31,2%), con un prezzo medio al litro di 4,25 euro (+6,7%).

I rossi Dop sono un altro cavallo di battaglia su cui puntare. I toscani si confermano i più amati (6,9 milioni di euro per 16,3 mila ettolitri), mentre il Piemonte registra una crescita imponente in valore (+90% con 2,2 milioni di euro) e un prezzo medio da competizione: 7,2 euro al litro. Cresce anche l’interesse per i vini veneti a denominazione: rossi (+45%, 1,9 milioni di euro) ma soprattutto bianchi (+77,4%, 2 milioni di euro). (Dati Wine Monitor - Nomisma) 

I Protagonisti di Solo Italiano 2018

Partecipano all’evento: Agriment Italia (Piemonte), Cantina Valpolicella Negrar (Veneto), Cantine San Marco (Lazio), Caruso e Minini (Sicilia), Consorzio di Tutela della DOC Prosecco (Veneto), Dp Trade (importatore), Fort (importatore), Ladoga Group (importatore), Luca Menicucci (Toscana), Luding (importatore), Ornella Molon (Friuli Venezia Giulia), Pr.as.co (Veneto), Ruffino (Toscana), Simple (importatori), Val D’Oca (Veneto), Wine Discovery (importatore), Zeni 1870 (Veneto).

Con il Consorzio Vino Chianti (Toscana): Camperchi, Cantina Sociale Colli Fiorentini – Valvirginio, Casa Catelli, Casa Vinicola Bartali, Cavalierino Organic Winery, Chianti Trambusti, Conte Guicciardini, Fattoria l’Arco, Fattoria Montellori, Ficomontanino, Gratena, Grignano, Guidi 1929, Il Palazzo, La Cignozza, Lanciola, Le Chiantigiane, Piandaccoli, Podere di Marcialla, Poggio Salvi, Tenuta di Artimino, Tenuta San Jacopo, Tree Plus, Val di Botte, Villa Travignoli.

Con l’Istituto del vino italiano di qualità Grandi Marchi: Argiolas (Sardegna), Jermann (Friuli Venezia Giulia), Lungarotti (Umbria), Marchesi Antinori (Toscana), Masi Agricola (Veneto), Mastroberardino (Campania), Michele Chiarlo (Piemonte), Pio Cesare (Piemonte), Rivera (Puglia), Tasca d’Almerita (Sicilia) e Umani Ronchi (Marche).

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