giovedì 25 febbraio 2016

“Le origini del Sangiovese: dal sud Italia a Montalcino e oltre …”

AL CREA IL DIPLOMA DI ECCELLENZA SCIENTIFICA DEL PREMIO INTERNAZIONALE BRUNELLO DI MONTALCINO
I ricercatori del CREA hanno dimostrato l’origine meridionale del Sangiovese in seguito alla diffusione della viticoltura dalla Grecia verso l’Europa occidentale

Il Sangiovese veniva selezionato e coltivato  nell’Italia meridionale, solo in un secondo momento, è certamente approdato in Toscana, anche nel comprensorio di Montalcino, divenendo uno dei più diffusi e importanti vitigni italiani a livello mondiale. Ciò è stato possibile analizzando le relazioni di parentela padre-figlio attraverso l’utilizzo di differenti approcci come ampelografia, ricerche storiche e caratterizzazione molecolare.

Infatti, lo scopo del lavoro presentato da Marica Gasparro, ricercatrice del CREA Viticoltura ed Enologia di Turi (BA), è stato quello di scoprire il pedigree del Sangiovese. Analizzando la collezione di germoplasma viticolo, sono stati individuati due genitori putativi del Sangiovese: il Ciliegiolo e il Negrodolce, un’antica varietà recuperata nella Puglia meridionale, considerata perduta nel secolo scorso. Inoltre i ricercatori hanno riscontrato che tre varietà di vini recuperate in Calabria e in Sicilia (Gaglioppo di Cirò, Mantonicone e Nerello Mascalese) derivano dall’incrocio con il Sangiovese.

Con questo studio “Le origini del Sangiovese: dal sud Italia a Montalcino e oltre …”, Marica Gasparro si è aggiudicata il diploma di eccellenza scientifica, riservato al secondo classificato del Premio Internazionale Brunello di Montalcino Case Basse Soldera per giovani ricercatori under 35 edizione 2015. Contestualmente è stato conferito al CREA Viticoltura ed Enologia un certificato di benemerenza quale istituzione scientifica coordinatrice della ricerca.

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