sabato 8 giugno 2013

ROERO E ROERO ARNEIS: PRESENTAZIONE NUOVA ANNATA



A Roma la presentazione della nuova annata di sua eccellenza Roero Docg e Roero Arneis Docg

Sull'onda di un ottima annata dalla terrazza al 7° piano del prestigioso Marriott Grand Hotel Flora il Piemonte "at a glance"


Un evento di indubbio fascino quello di ieri al Marriot Grand Hotel Flora. In un angolo di paradiso di quella che è stata e sarà per sempre la strada della Dolce Vita, la bellezza classica della città eterna  ha incontrato in un simposio di sapori l'eleganza e la cultura piemontese.

L'iniziativa, che ha visto protagoniste 72 aziende produttrici, con oltre 125 rinomate etichette, è stata presentata dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato Agricoltura di Cuneo, d’intesa e con la collaborazione dell’Enoteca Regionale del Roero e dell’Associazione dei Comuni del Roero e con il supporto tecnico-finanziario del Centro Estero Alpi del Mare.

Un organizzazione ad hoc per questo unico evento capitolino che ha costituito un momento di assoluto prestigio promozionale a supporto economico del Roero e del Roero Arneis, due delle più importanti eccellenze enologiche di questa provincia piemontese.                                                                                                                                

Hanno partecipato all’evento una folto numero di addetti del settore vitivinicolo, dalla stampa specializzata e quotidiana nazionale, alla TV ed organi di informazione internazionale, dalle prestigiose personalità del mondo imprenditoriale ed artistico della Capitale, al settore ricettivo e della più rappresentativa ristorazione romana e laziale, nonché la presenza dell’associazionismo enoico professionale e del commercio specializzato.

Ma non potevano certo mancare tutti coloro che semplicemente amano il buon vino, i semplici appassionati, quella fila di winelovers  che con costanza seguono il mercato enoico e ne anticipano le tendenze.  

"Dopo le edizioni di Barolo, Barbaresco e Dogliani - sostiene il presidente della Camera di commercio di Cuneo e Unioncamere Ferruccio Dardanello, nel corso dell'incontro romano - approdano in terra capitolina altre due splendide eccellenze a denominazione di origine controllata e garantita, figli primogeniti delle Rocche, selvagge e labirintiche, che si ergono nel comprensorio collinare del Roero. Il vino Roero, nobilissimo nella tipologia del lignaggio dei Nebbioli, è fine, elegante e delicato, ampio e vellutato, e nella tipologia di Roero Arneis, unico vitigno bianco autoctono tramandato con memoria che si perde nei meandri della storia, presenta un carattere estroverso e ribelle, simpatico e originale, ma aristocratico, caldo e vigoroso, come i tenaci viticoltori di irte e sabbiose colline prealpine". Il territorio prende il nome dalla nobile famiglia che per anni fu feudataria di queste terre.

"Le colline del vino e del tartufo del Roero - afferma Luciano Bertello presidente dell'Enoteca regionale del Roero - si presentano a Roma con i vini più prestigiosi della zona, che sanno parlare della millenaria civiltà della vite e della saggezza dei viticoltori del Roero. La degustazione è dunque il racconto della storia e dell'attualità viticola del mondo chiamato "arneis" (originale, ribelle ndr) artefice di un vero e proprio miracolo economico, capace di portare le colline della sinistra Tanaro albese nel gotha dei grandi vini. L'occasione propizia anche per brindare con il Roero Arneis docg 2012 che si caratterizza per la grande bevibilità, armonia, equilibrio e fresca sapidità".

L'origine dei terreni del Roero risale alla fase Pliocenica del Terziario. A produrre l'attuale e caratteristica configurazione morfologica del Roero furono, peraltro, imponenti fenomeni erosivi generatisi dall'azione delle acque a seguito della deviazione del fiume Tanaro. 

A testimonianza di quel grandioso fenomeno restano oggi le Rocche, che si presentano nella loro sequenza di fianchi ripidissimi, guglie e piramidi dalle punte frastagliate e contorte. Per circa tredici chilometri, esse tagliano il Roero da sud-ovest a nord-est, dividendo i terreni dove affiorano depositi continentali da quelli di origine marina.

Nel Roero le precipitazioni sono deboli, con medie annuali di 650-720 mm e massimi stagionali in primavera e autunno. Di tutto questo si giova la viticoltura, poiché la maggior parte dell'acqua meteorica, da fine ottobre a gennaio, viene a rimpinguare le riserve del sottosuolo, offrendo le migliori condizioni per lo sviluppo vegetativo della vite nei mesi di maggio e giugno.

Le particolari condizioni climatiche e la modesta fertilità dei terreni viticoli dell'area hanno certamente condizionato la forma di allevamento e di potatura della vite: si tratta di quella che viene definita "controspalliera con potatura Guyot", con un modesto numero di gemme per tralcio (tra 7 e 10).

L'esposizione al sole dei diversi versanti, coniugata con l'esperienza dei viticoltori, ha consentito la selezione delle aree preferenziali per le diverse varietà di vite, dove ognuna è in grado di conferire un insieme di caratteristiche uniche e irripetibili.

Un importante fattore di qualità dei vini è rappresentato dal metodo di conduzione del vigneto, rispetto al quale ha grande influenza la pendenza, talvolta proibitiva, della collina roerina. In molti casi l'utilizzazione dei mezzi meccanici per le lavorazioni del terreno è resa difficoltosa, se non impossibile, obbligando il viticoltore a eseguire manualmente molte operazioni colturali.

"Poter presentare i nostri vini a Roma - afferma Marco Perosino, presidente dell'associazione dei Comuni del Roero - e in una location così prestigiosa è un'opportunità irripetibile. Oltre ai vini e ai prodotti gastronomici, come rappresentanti delle Amministrazioni Comunali, presentiamo il Roero nella sua interezza: 300 Kmq di colline con boschi, coltivazioni di pregio, paesi di poche migliaia di abitanti; un insieme unico dove la qualità della vita è preservata nelle tradizioni e negli abitanti. La nostra promozione sulla piazza di Roma avrà utilità per contatti commerciali e nuove possibilità di offerta turistica nella capitale mondiale del settore".

La DOCG "Roero" è riservata ai vini rossi che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal disciplinare. La zona di produzione delle uve comprende tutti i territori del Roero più idonei a garantire ai vini le caratteristiche richieste dallo stesso disciplinare. Tale zona, in provincia di Cuneo, comprende per intero il territorio amministrativo dei Comuni di Canale, Corneliano d'Alba, Piobesi D'Alba, Vezza d'Alba e in parte quello dei Comuni di Baldissero d'Alba, Castagnito, Castellinaldo, Govone, Guarene, Magliano Alfieri, Montà, Montaldo Roero, Monteu Roero, Monticello d'Alba, Pocapaglia, Priocca, S. Vittoria d'Alba, S. Stefano Roero, Sommariva Perno.

La denominazione "Roero" senza altra specificazione è riservata ai vini rossi ottenuti da uve Nebbiolo, per un minimo del 95-98%, a cui possono concorrere, congiuntamente o disgiuntamente, uve a bacca rossa non aromatiche fino a un massimo del 5%.
Le rese massime di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata per la produzione dei vini a Docg "Roero" sono di 80 q.li/ha, mentre la resa massima dell'uva in vino finito non dovrà essere superiore al 70%.
Il periodo di invecchiamento richiesto per il vino "Roero" è di 20 mesi, di cui almeno 6 in botti di legno mentre il vino Roero "Riserva" deve riposare per 32 mesi, con almeno 6 mesi in botti di legno.

All'immissione al consumo, il vino si presenta con le seguenti caratteristiche: un colore rosso rubino che con l'affinamento sfuma verso il granato; all'olfatto un fruttato caratterizzato da bouquet di lamponi e fragoline di bosco, aprendosi in una piacevole morbidezza e calore; al gusto una buona struttura e una tannicità non troppo invadente. Dà buoni risultati in abbinamento con piatti semplici a base di carni rosse o formaggi non particolarmente stagionati; mentre il Roero Riserva può accompagnare piatti più importanti ed elaborati.

Per ciò che invece concerne il "Roero Arneis" Docg, si tratta di un vino bianco caratterizzato da delicatezza e grande armonia, dove predomina l'equilibrio e una sinfonia di profumi del territorio; il colore è giallo paglierino tenue, con riflessi verdolini; il profumo delicato, con leggeri sentori di fiori bianchi che ricordano l'acacia e gli agrumi; il sapore è morbido, elegante e sapido.

"A nome di tutti i produttori del Roero - conclude Roberto Costa sindaco di Castellinaldo - ringrazio il presidente Dardanello per averci offerto la straordinaria opportunità di presentare i nostri vini in un contesto così prestigioso. Il territorio ha risposto in modo incredibilmente positivo con un'ottima partecipazione da parte delle aziende".

I vini degustati, il Roero Docg 2010 e il Roero Arneis Docg 2012, sono stati abbinati alle specialità e ai prodotti del territorio cuneese, abilmente preparati dai docenti dell'Istituto alberghiero di Mondovì e Dronero.

Passando alle degustazioni, non posso che confermare nella maggior parte dei vini una qualità  organolettica superiore alla media a dimostrazione del grande lavoro che questi produttori svolgono sia in vigna, spesso in condizioni estreme, che in cantina dove la competenza tecnica ed il rigore giocano un ruolo fondamentale.

L'originale e ribelle Arneis e il nobile Nebbiolo hanno trovato in questo particolare terroir un elemento unico che li contraddistingue. Ho apprezzato in particolare un paio di produttori che si sono imposti per la grande personalità dei loro prodotti e che a mio modesto parere hanno saputo interpretare questi due vitigni in modo singolare.


Roero Arneis Docg "Bric Varomaldo" 2012


Questo dell'Azienda Agricola Generaj è stato per me il primo Arneis, dopo una lunga serie di assaggi, che si è imposto con la sua forte personalità, lungo la strada dei "tutti buoni e ben fatti" ed anche tipici aggiungo, lui emerge,  esce dal gruppo, non si accontenta della semplice ed impeccabile fattura, quello che si ripropone è  comunicarti la sua differente natura, espressione di uno stato di grazia evocato da un suo terroir d'elezione e da chi lo ha interpretato.



Il colore è il caratteristico giallo paglierino di media intensità con riflessi verdolini. Al naso si apre con un ventaglio di profumi che vanno dalla ginestra alla pesca con accenni mentolati e di anice, in un contesto spettro olfattivo che lo accomuna a certi sauvignon. In bocca mostra grande corrispondenza e compattezza dove emergono le note saline e minerali derivate da un terreno in parte sabbioso accompagnate da sentori fruttati di pesca. L'equilibrio è sostenuto anche da un profilo alcoolico importante e dalla giusta acidità che lo contrasta.
Accompagnatelo ad una bella grigliata di pesce in una delle vostre prossime sere di mezzaestate.


Roero Docg Riserva "Bric Aùt" 2009


La mano è la stessa e si sente, una delle massime espressioni del vitigno Nebbiolo in terra di Roero.
Rosso granato dai riflessi rubini I fitti e sinuosi archi che si formano roteando il calice indicano un vino molto strutturato. Al naso si avvertono sentori di mora e lampone, note balsamiche e di liquirizia. In bocca è setoso fruttato e elegante con tannino preciso che rende il finale persistente e asciutto.


Affina in piccole botti di Rovere di Allier per trentasei mesi, segue affinamento in bottiglia per almeno altri sei mesi. Da provare con Brasato al Roero, selvaggina di pelo e formaggi di media stagionatura.


Roero Arneis Docg 2012


Anche questo dell'Azienda Agricola di Rolfo Emanuele è un Arneis piacevolissimo, in grande equilibrio tra grado alcoolico e freschezza, un ribelle domato senza toglierne l'originalità espressiva.

Il colore è giallo paglierino scarico dalle nuance verdoline. Al naso si evidenziano note di fiori bianchi e sentori fruttati che con eleganza virano alla pera. In bocca è piacevolmente fresco, rotondo ed armonico, di gradevole persistenza. Per un elegante apericena con primi piatti di verdure di stagione e piatti delicati di pesce.



Roero Docg Riserva 2008 


Un altra grande espressione del Nebbiolo da parte di questa azienda, una interpretazione elegante che riassume nei suoi toni la nobiltà di questo vitigno. Si presenta, evidenziandosi nel calice, con un bel colore rosso granato dai leggeri riflessi rubino. Al naso è intenso e delicato con sentori di marasca e viola che si fondono in una trama speziata con leggere note boisè. In bocca si evidenzia per la buona buona acidità in perfetto equilibrio con un tannino morbido ma che si lascia piacevolmente apprezzare in un lungo e persistente finale. Un vino ancora giovanissimo con tanta voglia di raccontare molto di sè. Abbinatelo a carni rosse e selvaggina, formaggi stagionati, o solo a fine pasto con il vostro brano musicale preferito.