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Spumante dei Nebrodi

Sicilia: nasce lo spumante dei Nebrodi
Prodotto dalla cantina sperimentale dell'Irvo con uve Catarratto
Lo spumante sui Nebrodi è un progetto sperimentale che si propone di studiare la potenzialità delle zone montane per la produzione di vini spumanti. La coltivazione e l'allevamento della vite in questi ambienti è un esempio della cosiddetta "viticoltura eroica"



E' nato lo spumante dei Nebrodi.
Il prodotto della cantina sperimentale dell'Irvo (Istituto Regionale Vini e Oli) è stato presentato alla stampa, alle autorità locali e alle aziende. Lo spumante è ottenuto con metodo classico a partire da uve Catarratto.

Il progetto "Nebrodi" si propone di studiare la potenzialità delle zone montane per la produzione di vini spumanti. Nelle aree montane dei Nebrodi il vigneto era presente fino a qualche decennio fa in maggiore misura. Lo testimonia la presenza di piccoli appezzamenti residuali, utilizzati prevalentemente per autoconsumo, anche a quote altimetriche di un certo rilievo (800-1000 metri sul livello del mare). 

Nel 2010, a Ucria (Me) nell'azienda dei fratelli Borrello, che hanno collaborato nella realizzazione del progetto, l'Irvo ha realizzato un vigneto sperimentale a quota 1200 metri (uno dei vigneti più "alti" della Sicilia e d'Italia), impiantando varietà bianche, in prevalenza autoctone come il Catarratto, con le quali produrre vini spumanti di elevato valore qualitativo. 

Una sinergia pubblico-privato che ha permesso di attivare un progetto con notevoli ricadute sul territorio. Infatti, nelle zone montane non destinate ad altre attività agricole, il vigneto può rappresentare un'alternativa per mantenere e far proseguire l'attività produttiva. "Il vigneto - ha spiegato Antonio Sparacio, dell'Irvo - può svolgere un ruolo importante anche nella difesa del suolo e del territorio. 

Tecniche di coltivazione sostenibili, con l'ausilio degli inerbimenti permanenti, rappresentano una barriera contro i fenomeni erosivi e facilitano i processi di conservazione del suolo. Se posizionato a margine dei boschi, il vigneto rappresenta una barriera fisica contro il rischio derivante dagli incendi; inoltre, la maggiore richiesta di manodopera che necessita la coltivazione della vite rispetto ad altre attività agricole, fa sì che l'uomo sia più presente nel territorio ed indirettamente svolga un ruolo di maggiore controllo". 

La coltivazione e l'allevamento della vite in questi ambienti è un esempio della cosiddetta "viticoltura eroica". Il suo ruolo è essenziale come elemento di conservazione della cultura, delle storia e delle tradizioni locali e anche nella gestione dell'assetto territoriale, ambientale e del paesaggio. 

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