lunedì 20 luglio 2015

Sincerely, Molise.

Ricette e cultura alimentare dell’antichità in Molise
A Milano dal 17 al 23 Luglio 2015. A cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici del 
Molise e del Polo Museale del Molise 
Insieme ad archeologi e studiosi, il pubblico scoprirà la storia dei popoli che hanno abitato il Molise a partire dal V sec. a.C. e che hanno legato il proprio percorso nutrizionale a una simbiosi con la natura che ancora oggi è presente nella cucina molisana


Infatti, i Sanniti prima, i Romani poi, hanno esaltato, con il duro lavoro dei campi, le potenzialità agricole di una Regione che, ancora oggi, fa della biodiversità uno dei suoi punti di forza. Attraverso le antiche ricette e i rinvenimenti archeologici sarà possibile scoprire cosa resta di quella cultura gastronomica che ha caratterizzato l’alimentazione antica nel Molise, ancora oggi simbolo di un’alimentazione sana e armonica come dimostrato da recenti ricerche sul tema.

Alessandra Capocefalo, archeologa e redattrice dei testi del ricettario “Ricette e cultura alimentare dal lontano passato” e Alessia Guidi, archeologa e docente di Archeologia classica presso l’Università degli Studi del Molise, entrambe coautrici dei testi della mostra “Sono figlio della Terra e del Cielo stellato. Cibo per il corpo, cibo per lo spirito presso i Sanniti” attualmente allestita presso il Museo Sannitico di Campobasso, illustreranno l’eccezionale reperto archeologico, scoperto di recente in una ricca sepoltura di Ururi e esposto al pubblico per la prima volta nello spazio Molise: il modellino in terracotta di una biga, con cavalli al galoppo e auriga.

Oltre al significato specifico di esaltazione del rango e dello status sociale del suo proprietario (il cavallo come compagno del viaggio terreno dell’uomo, in pace come in guerra, dietro gli armenti come nei luoghi in cui si premia la bravura nelle gare equestri), la biga rinvenuta in una sepoltura rimarca il viaggio verso il mondo ultraterreno in cui può trovare posto la parte più bella dell’anima dei giusti, quella che merita l’immortalità.

Attraverso il repertorio figurativo del ricchissimo corredo, di cui la biga è uno degli elementi più importanti, e i resti del pasto funebre, la sepoltura di Ururi restituisce l’immagine di un legame diretto con il cibo, seppure simbolico e rituale.

Le uova, le fave, il vino e i cereali, prodotti nelle terre frentane del Molise alla fine del IV sec. a.C., sono gli elementi base di una civiltà, quella sannitica, che al cibo attribuiva un grandissimo significato rituale e simbolico.

In particolare, i cereali e il vino rimandano al ciclo della morte e resurrezione del defunto, attraverso il mito di Demetra/Kore-Proserpina e quello di Dioniso. La presenza delle fave, invece, è legata al pasto rituale, cibo tabù per i pitagorici in quanto cibo dei morti per eccellenza. Le uova, infine, richiamano l’uovo d’argento dal quale nasce il Cosmo secondo le dottrine orfiche.

Sincerely, Molise è un’avventura, un invito al viaggio. Un “ritorno al futuro” alla scoperta di una terra. #fuoridailuoghicomuni  #ilMolisechenontiaspetti
Lo stand del Molise all’EXPO 2015 è posizionato nell’area del Cardo, nello spazio del Convivio. 

EXPO 2015. Padiglione Italia. Spazio Molise
Martedì 21 luglio Ore 18.00 
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