lunedì 28 settembre 2015

Pizza Napoletana

A Napoli nasce la prima pizzeria geotermica
L'impasto viene fatto lievitare in apposite camere tufacee. In programma visite dal 18 al 25 ottobre, in occasione della Settimana del Pianeta Terra 

Un'idea davvero innovativa destinata a fare il giro del mondo. Nella città partenopea infatti è stata realizzata la prima pizzeria geotermica. Si trova all'interno dell'area conventuale dei Teatini, nel cuore di Napoli e letteralmente scavata nel Tufo Giallo napoletano.

Lo fa sapere Vincenzo Albertini, geologo, presidente di Napoli Sotterranea ed ideatore della pizzeria geotermica. Utilizzando forni realizzati in tufo, e pasta per la pizza lievitata dalle 24 alle 48 ore esclusivamente in camere tufacee, si ottiene la pizza geotermica. Le caratteristiche chimico fisiche del Tufo giallo napoletano conferiscono alla roccia straordinarie capacità di isolamento termico e di controllo dell'umidita. 

Si è realizzata in tal modo, una pizzeria dove i parametri microclimatici delle camere di lievitazione sono costantemente monitorati per far raggiungere la completa maturazione dell'impasto conferendo alla pizza le più pregiate proprietà organolettiche e di digeribilità.

La pizzeria geotermica è nata dopo particolari studi e ricerche. Considerando lo studio urbanistico effettuato sulla citta di Napoli e risalendo fino al sistema ippodameo, incrociando i dati derivati da monitoraggi geo-tecnici, i geologi hanno compreso che in alcuni punti della città si raggiungono parametri microclimatici tali da conferire alla pasta lievitata proprietà organolettiche molto particolari.

Già in epoca romana, la schiacciata, un prodotto da forno simile alla nostra pizza, era molto famosa a Napoli, i romani utilizzavano il farro sotto forma di focacce salate, ma solo dopo aver conquistato i greci ed essere giunti a Napoli scoprirono il pane di frumento lievitato. In breve si diffusero i primi forni pubblici, dove lavoravano molti fornai greci. I romani utilizzavano due diversi tipi di lievito, uno era fatto con il miglio mescolato al vino dolce e lasciato a fermentare per un anno, l'altro con crusca di frumento lasciata a macero per tre giorni nel vino dolce e poi fatta essiccare al sole.

I romani producevano molti tipi di pane e di focacce unendo alla pasta vari ingredienti. Ma qui, nel centro antico di Napoli, dove sorgeva il foro romano, e in epoca precedente l'agorà greca, le loro focacce godevano anche degli effetti microclimatici derivati dal tufo con cui realizzavano i forni, e che favoriva, già allora, gli ideali equilibri chimico-fisici utili ai lieviti, affinchè il prodotto finale risultasse divinamente leggero.

Nel sottosuolo, rammenta Vincenzo Albertini, geologo e presidente di Napoli Sotterranea, si possono anche ammirare la Napoli di Augusto ed il teatro Greco Romano ed uno straordinario evento, unico e senza precedenti vedrà insieme la degustazione della pizza geotermica napoletana ed un vero viaggio nel sottosuolo partenopeo.

Con la Settimana del Pianeta Terra (18-25 ottobre) infatti si avrà modo di visitare la pizzeria geotermica, entrando nella pancia di Napoli, scenderemo nel cuore della città per vedere l'anfiteatro Greco Romano entrando dalla stanza di una casa privata. Vedremo la Napoli di Augusto. Vedremo i rifugi antiaerei della Seconda Guerra Mondiale e sempre sotto, nel cuore di Napoli, nel suo sottosuolo vedremo addirittura un giardino sotterraneo ed una stazione sismica, il Museo della Guerra e gli Orti Ipogei, l'Acquedotto greco romano.

Partecipare all'escursione nel cuore della città partenopea significa compiere un viaggio nella storia lungo ben 2.400 anni, dall'epoca greca a quella moderna, a 40 metri di profondità tra cunicoli e cisterne. I primi scavi risalgono a 5000 anni fa. "Da millenni la storia della città di Napoli è legata al Tufo Giallo Napoletano. 

I primi scavi sotterranei- spiega Albertini- risalgono a circa 5.000 anni fa, quasi alla fine dell'era preistorica. Successivamente, nel III secolo a.C., i Greci aprirono le prime cave sotterranee per ricavare i blocchi di tufo necessari per costruire le mura e i templi della loro Neapolis e scavarono in numerosi ambienti per creare una serie di ipogei funerari, lo sviluppo imponente del reticolo dei sotterranei iniziò in epoca romana: i romani infatti in epoca augustea dotarono la città di gallerie viarie e soprattutto di una rete di acquedotti complessa, alimentata da condotti sotterranei provenienti dalle sorgenti del Serino, a 70 km di distanza dal centro di Napoli.

La Settimana del Pianeta Terra, dal 18 al 25 ottobre, per la promozione delle geo-scienze, vedrà 237 appuntamenti in contemporanea, 180 località diverse, più di 600 ricercatori in campo e soprattutto l'intero mondo delle Geo-Scienze dalle Università ai Centri di Ricerca ai Siti archeologici mai visti. 

Un grande progetto riconosciuto ufficialmente dal ministero dell'Istruzione e della ricerca e costruito dai geologi Rodolfo Coccioni dell'Università di Urbino e Silvio Seno dell'Università di Pavia. 

Per informazioni e aggiornamenti sul programma:

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