martedì 13 ottobre 2015

#ConsumeetingCF2015

Consumers’ Forum. Il Consumatore è sempre più interconnesso
Grazie alla tecnologia e al digitale ci aspettano nuove sfide, fra opportunità, esigenze di sicurezza ed Europa. Coltivare una sana cultura "consumerista"(*) premia il mercato e chi agisce con qualità, legalità, trasparenza e responsabilità

“Entro la fine dell’anno la Commissione proporrà nuove norme che garantiscano a consumatori e imprese un accesso migliore ai beni e servizi digitali in tutta Europa.” Così Věra Jourová, Commissaria europea designata per giustizia, protezione dei consumatori e parità di genere.

“Tra non molto tutto quello che facciamo sarà diverso, ma quanto siamo disposti a farlo da subito?” Dice Raffaele Tiscar Vice Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, al workshop di Consumeeting sull’Agenda Digitale e obiettivi 2020. Che continua: “Siamo disposti a usare solo fatture digitali? A fare i colloqui con gli insegnanti solo via Skype e usare solo materiale didattico digitale? A fare la spesa con internet e conservare tutti i documenti sul cloud? Il Governo ha deciso di investire su questo cambiamento epocale, ma molto dipenderà da noi tutti cogliere la grande opportunità di fare le cose in modo più semplice, sicuro e veloce.

Così Lamberto Santini Presidente di Consumers’ Forum: Al centro di queste strategie in Italia e in Europa c’è la figura del Consumatore, ci siamo tutti noi. Poiché ognuno di noi è allo stesso tempo consumatore, cittadino, paziente, cliente, utente, lavoratore o prosumer. La tecnologia e il digitale sono gli strumenti grazie a cui noi Consumatori abbiamo maggiore facilità di effettuare scambi di informazioni, costruire reti di relazioni, effettuare acquisti on line e fruire di servizi in maniera più veloce di quanto non lo fosse solo pochi anni fa. 

Il consumatore è oggi, e lo sarà sempre di più, un Consumatore interconnesso. Questa nuova figura ha bisogno di nuove tutele, penso in particolare al campo della privacy e al campo della regolamentazione della sharing economy. Oggi più che mai Associazioni di Consumatori e Aziende devono dialogare molto e fare grande esercizio, anche preventivo, di ascolto, nell’interesse di noi Consumatori, di noi persone. Coltivare una sana cultura consumerista premia il mercato e chi agisce con qualità, legalità, trasparenza e responsabilità.

Con questa consapevolezza Consumers’ Forum ha riunito in occasione della terza edizione di Consumeeting decine di interlocutori tra specialisti, esperti di settore, istituzioni, associazioni di consumatori, accademici, media, imprese e loro rappresentanze, che si sono confrontati su alcune tematiche consumeriste, con focus sulla figura del Consumatore. 

Si è fatto il punto sull’uso della tecnologia nell’offerta di servizi offerti dalle farmacie; sui pericoli della rete in materia di farmaci contraffatti; sullo stato dell’arte della legislazione europea in tema di lotta alla contraffazione, anche on line; sulla protezione della proprietà intellettuale nelle catene di produzione e distribuzione; sull’agenda digitale e sul suo stato di avanzamento in Italia, rispetto alle linee guida e agli obiettivi europei del 2020, nonché rispetto allo sviluppo infrastrutturale della banda larga nella nostra penisola.

Anche quest’anno Consumers’ Forum ha promosso e facilitato, come è proprio della sua originale natura, il dibattito fra diverse parti del mercato, come le aziende e i consumatori, con il confronto costruttivo con le istituzioni, i media, le università, per tenere il punto sugli scenari del consumerismo e dei mercati, con focus sulla figura del Consumatore. 

Diamo idealmente appuntamento alla prossima edizione di Consumeeting, e, ancor prima, alla prossima edizione dell’appuntamento annuale con tutte le Authority che si terrà a Roma il 19 novembre, sempre grazie a Consumers’ Forum, originale think tank dove dal 1999 si confrontano e dialogano associazioni di consumatori, imprese e loro rappresentanze, istituzioni e università.

Contatti Alessandra Piloni - Responsabile Comunicazione, Relazioni esterne e Rapporti con i media

Consumers’ Forum +39 388 8592384 - ufficiostampa@consumersforum.it - www.consumersforum.it

Consumers’ Forum – Think tank consumerista che riunisce dal 1999 le maggiori associazioni di consumatori, le più importanti imprese industriali e di servizi, loro associazioni di categoria, prestigiose università e istituzioni italiane. Lo scopo finale dell’ associazione è quello di promuovere insieme un'evoluzione delle politiche consumeriste, per migliorare la qualità della vita dei cittadini. I Soci: Agos, Asstra, Centromarca, Federdistribuzione, Federfarma, Ferrovie dello Stato, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Poste Italiane, Telecom Italia, UPA, Unioncamere, Università Roma Tre, Università degli studi di Siena, Università degli studi di Torino, Università degli studi Roma Tor Vergata, Università degli studi di Catania, Vodafone, Wind, Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori.

Alessandra Piloni
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(*) Definizione di Consumerismo

"Consumerismo" è il termine coniato per definire quella specifica categoria di analisi che studia il fenomeno sorto con lo sviluppo della produzione di massa e con l'espansione dei consumi. Fino a quando, per gran parte della popolazione, i consumi erano ancorati alla pura sopravvivenza, vista la scarsità di reddito a disposizione, l'analisi delle attività legate al consumo ha avuto una priorità molto bassa. Molto bassa era pure l’attenzione alla qualità dei beni e dei servizi. Chi aveva fame cercava il pane, il problema della sua qualità veniva dopo. Il consumerismo ha più facce e interpretazioni, una di queste riguarda il l’affermarsi di nuovi “status” portatori di bisogni, diritti e interessi diffusi. E' con essi che la figura del consumatore come soggetto sociale acquisto uno spessore crescente fino ad evocare il percorso della figura del lavoratore in rapporto alla rivoluzione industriale.

La figura del consumatore evoca diritti di cittadinanza ( si pensi al rapporto con i servizi pubblici, la scuola, la sanità, l’amministrazione pubblica), può essere soggetto o al contrario oggetto di mercato, se istruito e consapevole, può ambire al ruolo di arbitro del mercato, specie se si aggrega in associazioni e movimenti democratici, può orientare lo sviluppo economico sociale e civile oppure rassegnarsi ad un ruolo di soggetto eterodiretto.

Il suo ruolo consapevole e attivo può essere molto importante sopra tutto in un’ottica di sviluppo sostenibile e solidale. Si tratta di un fenomeno, fino a pochi anni fa, ancora non molto conosciuto, ma che ora coinvolge anche le aziende che aspirano a presentarsi come moderne, che considerano il cliente come risorsa primaria e che accettano, anzi cercano, il confronto con il cliente esigente.

Il fenomeno nasce negli Stati Uniti all'inzio del XX secolo, dove nel 1906 le prime proteste di massa sono così forti da costringere il Governo Federale all'approvazione di leggi molto importanti che impongono un controllo, anche se non troppo restrittivo, nei confronti dell'industria. La prima esperienza organizzata concernente il consumerismo portò alla fondazione della rivista "Consumers Research Bulletin", che pubblicava i risultati di test comparativi su prodotti di largo consumo; successivamente nel 1928 fu fondata la "Consumer Union", una associazione ancora oggi molto attiva negli Stati Uniti e in Canada. Tale associazione attraverso una propria rivista informava gli iscritti delle novità sui beni e servizi immessi sul mercato, dando la possibilita al consumatore di conoscere in maniera piu approfondita il prodotto che aveva intenzione di acquistare. Il consumerismo americano ha avuto in J.F Kennedy un grande sostenitore. Sua la proclamazione dei cinque diritti fondamentali del consumatore: alla salute, alla sicurezza, alla difesa economica, alla difesa legale, alla rappresentanza.

In Europa bisognerà attendere gli anni cinquanta per vedere il governo inglese impegnato su questo fronte. Il governo inglese, seguito da quello danese, ritenne necessario dare ai consumatori la possibilita di far sentire la propria voce, creando un organismo di protezione il Consumer Advisory Council. Anche in Inghilterra, come negli USA, iniziò la pubblicazione della Shopper's Guide che forniva ai consumatori informazioni critiche sui diversi prodotti, comparandoli tra loro mediante test rigorosamente collaudati e per la prima volta anche un servizio per ottenere il risarcimento. Negli stessi anni, seguendo l'esempio di Danimarca e Regno Unito, anche la Svezia, il Belgio, l'Olanda, la Francia, la Germania, con l'unica eccezione dell'Italia, riconoscono l'importanza sociale del problema e istituiscono i primi organismi amministrativi di controllo in favore dei consumatori, che formaro il substrato per lo sviluppo di successive e più ampie legislazioni.

La cultura consumerista in Italia

La cultura consumerista in Italia ha cominciato a diffondersi e a radicarsi in ritardo rispetto al resto d’Europa. A causa di una legislazione un pò più scarsa, negli anni ‘50 regnava in Italia il più totale arbitrio in materia di consumo. Fu proprio dall’osservazione e dalla valutazione di questa situazione che si costituì ufficialmente, il 25 novembre 1955, la prima Associazione dei consumatori italiana, l’Unione Nazionale Consumatori. La nostra associazione, Lega Consumatori è la seconda esperienza italiana in ordine di nascita: 1971. Essa inizia ad operare in presenza di un forte aumento dei prezzi e contestualmente di una domanda crescente di qualità dello sviluppo, di qualità della vita, di rispetto dell’ambiente, di solidarietà internazionale: la fame nel mondo come tema conduttore. Ma la vera e propria difesa del consumatore in Italia ha trovato impulso soprattutto grazie all’opera normativa della Comunità Europea che a partire dal 1975 ha iniziato a riordinare in modo organico le iniziative in materia di tutela del consumatore. L’intervento comunitario si è fatto, con il passare degli anni, sempre più incalzante, anche se il legislatore si è occupato solo del diritto sostanziale di difesa del consumatore, lasciando ai singoli Stati la disciplina degli enti e organismi preposti alla tutela di quest'ultimo, nonché la disciplina del riconoscimento delle Associazioni dei consumatori, dei loro poteri e prerogative. La legge italiana 30 luglio 1998 n. 281 "Disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti", nasce, infatti, sull'onda dell'affermazione in sede europea del deciso orientamento volto a promuovere gli interessi dei consumatori e ad assicurare loro specifiche forme di tutela e costituisce la normativa nazionale di riferimento che, oltre a disciplinare la materia dei diritti del consumatore, fornisce un riconoscimento istituzionale alle Associazioni dei consumatori.

Prima della legge 281, in Italia, la materia consumerista era trattata da diversi organismi che operavano, ognuno nel proprio campo di competenza, sia a livello nazionale che territoriale. Presso il Ministero dell'Industria, oggi Ministero delle Attività Produttive, fino al luglio 1998 era attiva la Consulta degli esperti delle Associazioni dei consumatori e utenti. Si trattava di un organo consultivo che riuniva i rappresentanti delle principali Associazioni dei consumatori e ne coordinava l'attività fornendo pareri. La Consulta può essere considerata l'antesignana dell'attuale CNCU. Sul territorio, oltre alle varie leggi emesse in materia dalle regioni, fu istituito con legge 142/90 Art. 8 il Difensore Civico per rafforzare e completare, a livello provinciale e comunale, il sistema di tutela e di garanzia del cittadino nei confronti delle pubbliche amministrazioni e per assicurare e promuovere il pieno rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione. Altra figura significativa per la facilitazione dell'utilizzo della giustizia da parte dei cittadini, è il Giudice di Pace, istituito con legge nr. 374 del novembre 1991 che esercita la giurisdizione in materia civile e penale e la funzione conciliativa in materia civile. L'istituzione del Giudice di Pace ha rappresentato una riforma importante all'interno dell'ordinamento italiano in quanto ha riunito in un unico ufficio di primo grado le varie competenze precedentemente divise tra Tribunale e Pretura contribuendo ad accelerare la risoluzione di molte controversie, altrimenti bloccate dalla lentezza spesso esasperante della giustizia ordinaria. Deve essere ricordata anche la Legge 580/98, relativa al riordino delle Camere di Commercio, la quale comprende disposizioni di particolare rilevanza ai fini della tutela dei consumatori in quanto, oltre a prescrivere na rappresentanza dei consumatori nel Consiglio degli enti camerali, prevede anche la costituzione di commissioni arbitrali e conciliative per la risoluzione delle controversie tra imprese e consumatori e utenti.

A partire da 1986, inoltre, i compiti e le possibilità di intervento delle Associazioni dei consumatori sono stati riconosciuti da molte altre norme legislative nazionali e comunitarie, che hanno conferito alle stesse Associazioni compiti di rappresentanza o possibilità di intervento.

Fonte: conciliazioni.com

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