lunedì 29 giugno 2015

La Calabria del vino

La Calabria punta sullo sviluppo del settore
“La vitivinicoltura calabrese e le strategie per la sua valorizzazione”

La Calabria è una regione che produce vini di qualità, anche se, visti i quantitativi, si finisce per scriverne poco. La produzione vinicola calabrese è stimata dall’Istat nel 2013 in 370mila ettolitri, 169mila dei quali a denominazione di origine. Ed è un patrimonio suscettibile di ulteriore valorizzazione, secondo il presidente della Regione Calabria con delega alle politiche agricole, Mario Oliverio. 

Il presidente della regione Calabria, intervenuto recentemente ai lavori del convegno: “La vitivinicoltura calabrese e le strategie per la sua valorizzazione” organizzato dal Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari della Regione Calabria a Cirò Marina, ha lanciato il suo programma per lo sviluppo del settore vino in Calabria: promozione, attività dell’enoteca regionale di Cirò che sarà gestita dai produttori nel segno dell'aggregazione tra cantine e nuovi investimenti nel settore con il Psr, promuovendo l’attività dei giovani viticoltori nelle aree collinari della regione. Insomma, la vitivinicoltura può diventare, anche per la Calabria, un settore strategico, su cui investire nel lungo periodo.

“Il settore vitivinicolo calabrese –ha detto Oliverio nel corso del suo intervento- ha registrato in questi anni notevoli progressi ed ha fatto un enorme salto di qualità, determinato soprattutto dalla intelligenza e dalla intraprendenza di quanti hanno investito e rischiato. Oggi l’altro passo da fare è quello di promuovere i nostri prodotti in Calabria e fuori dalla Calabria consolidando quanto è stato realizzato. Attualmente il consumo della produzione vitivinicola regionale è ridicolo. Basti pensare che su 26 milioni di bottiglie consumate in Calabria, solo due milioni sono di vino calabrese. Ciò conferma la necessità di costruire e diffondere un’identità, ma per far questo è necessario utilizzare strumenti adeguati.”

Oliverio ha quindi enumerato gli strumenti per consolidare il settore vitivinicolo calabrese. “L’enoteca regionale di Cirò –ha proseguito il governatore della Calabria - in questo senso è uno strumento strategico che deve aiutare il prodotto ed i produttori ad entrare nel mercato, a partire da quello regionale. Dobbiamo fare del vino un grande attrattore turistico. Per vendere la Calabria bisogna vendere le sue qualità più pregiate e il vino rappresenta una vera e propria eccellenza".
Un ruolo importante in futuro lo giocherà l'aggregazione tra cantine.

“L’enoteca regionale dovrà essere non solo una vetrina ma anche un luogo di formazione e di attività culturali, un momento di degustazione e di presentazione dei prodotti, di aggregazione e di confronto – ha detto ancora Oliveiro, che ha aggiunto - Essa dovrà diventare uno strumento operativo gestito direttamente dai produttori, per aiutare l’aggregazione di prodotti per stare sui mercati. Il prossimo anno a Vinitaly non ci dovranno più essere fughe in avanti e dovremo dare un’immagine unitaria, forte e coesa di una Calabria che lavora e produce eccellenze soprattutto in un settore così delicato e difficile come quello enogastronomico”.

Infine il riferimento alle misure sul Psr 2014 - 2020, che prevede importanti premi per il primo insediamento dei giovani in collina e montagna.

“Quello vitivinicolo –ha concluso il presidente della Regione- è un comparto troppo importante per la nostra economia e le risorse disponibili devono essere utilizzate fino all’ultimo euro attraverso una strategia precisa in grado di rafforzare le nostre produzioni, di immettere nuove energie sostenendo con forti incentivi soprattutto i giovani che vogliono investire in montagna ed in collina, coordinando unitariamente tutte le azioni da mettere in campo ed investendo soprattutto nella ricerca all’interno delle aziende e nella innovazione tecnologica”.

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