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Hans Memling alle Scuderie del Quirinale

Hans Memling alle Scuderie del Quirinale a cura di Till-Holger Borchert
Alle Scuderie del Quirinale di Roma dal prossimo 10 ottobre un “Giudizio universale” atteso da sei secoli. Arriva finalmente in Italia il capolavoro di Hans Memling. Al centro la grandiosa figura di San Michele intento a pesare le anime alla presenza della corte celeste. A sinistra i beati accolti da San Pietro si apprestano a varcare le porte del Paradiso. A destra, i dannati che precipitano nel fuoco dellʼinferno



Questo è ciò che viene rappresentato nel trittico del Giudizio Universale di Hans Memling, conservato al Museo di Danzica, destinato dal pittore fiammingo allʼItalia, più precisamente alla cappella dedicata a San Michele nella Badia Fiesolana a Firenze, ma che in Italia non arrivò mai.

Commissionata dal banchiere fiorentino Angelo Tani e da sua moglie Caterina di Francesco Tanagli – entrambi raffigurati inginocchiati del retro degli sportelli del trittico – venne caricata sulla galea San Tommaso assalita dai pirati che trasportarono il carico nella città di Danzica, che si era dimostrata il migliore offerente per il prezioso bottino. Il trittico del Giudizio Universale venne ammirato a tal punto dagli abitanti della città che questi decisero di collocarlo nel Duomo della città. Inutile fu la causa intentata per riaverlo.

Il Tani era particolarmente legato a quellʼopera in quanto per lui rappresentava un riscatto morale e al contempo un chiaro messaggio per un suo ex amico, il quale gli aveva slealmente sottratto un incarico prestigioso in una banca di Bruges. Angelo Tani, scegliendo Memling per realizzare lʼopera, si era rivolto al più famoso e caro artista del luogo, perché dipingesse il giudizio universale, come a dire che se la giustizia umana nulla aveva potuto nel suo caso, sarebbe stata la mano divina a punire un giorno i torti da lui subiti.

Il Trittico non rimase sempre a Danzica ma sempre vi fece ritorno, sia quando venne depredato dalle truppe napoleoniche per essere portato al Louvre, sia quando i russi, come risarcimento delle perdite della seconda guerra mondiale, lo collocarono allʼErmitage. Ma il Trittico, al contrario di moltissime altre opere che ebbero la stessa sorte, grazie alla capacità diplomatica della Polonia, tornò sempre a Danzica.

A distanza di quasi 600 anni lʼopera più famosa di Memling, artista che seppe operare una sintesi armoniosa, complessa e sommamente originale delle conquiste dei grandi fondatori dellʼarte fiamminga, toccherà il suolo italiano, per la prima volta, per essere esposta dal 10 ottobre alle Scuderie del Quirinale di Roma nella mostra “Hans Memling”, organizzata dallʼAzienda Speciale Palaexpo con Arthemisia Group, per la quale sarà possibile prenotarsi, fin da subito, per la visita in mostra a partire dal 15 ottobre al numero telefonico +39 06 39967500.

Una monografica mai prima realizzata nel nostro Paese, che si inserisce nel solco delle grandi monografie apprezzate dagli specialisti e dal grande pubblico della sede espositiva romana, e che finalmente darà ragione delle qualità eccelse di questo artista che visse 59 anni, lasciando due figli, o forse due apprendisti e una cospicua eredità.

Si suppone fosse nato in Baviera dove ancora oggi si trova la cittadina che ha gli ha dato il cognome Mömlingen. Fino al suo trasferimento nelle Fiandre la sua biografia resta sconosciuta. E tuttavia la sua profonda conoscenza di unʼopera capitale di Colonia e lʼessere indicato come proveniente da Magonza, autorizza a pensare che fosse stato in entrambe le città. Come si ipotizza che prima di arrivare a Bruges, dove nel 1465 ottenne la cittadinanza, fosse stato a Bruxelles allievo di van der Weyden. A Bruges apre una sua bottega che diviene presto fiorente ed egli stesso, grazie ai suoi ritratti, particolarmente apprezzato dai committenti italiani.

Il suo nome e le sue opere arrivano anche in Inghilterra come testimonia la commissione di sir Donne. Nel 1473 è iscritto a una confraternita di cui fanno parte i notabili di Bruges. Nel 1477 arriva a simulare la sua morte e tre anni dopo compare in una lista di sovversivi fatta stilare da Massimiliano dʼAustria. Quando negli anni successivi le Fiandre cominciano a perdere il loro potere commerciale, Memling continua, grazie alla fama acquisita, a vivere tra gli agi fino alla morte.

Più di tutti i suoi contemporanei, Memling divenne il pittore preferito della diaspora italiana a Bruges, traendo grande vantaggio dalla reputazione della precedente generazione di Primitivi fiamminghi, in particolare Jan van Eyck e Rogier van der Weyden. Fin dall'inizio della sua attività indipendente come pittore di tavole, Memling riuscì a creare una sintesi dei notevoli risultati di entrambi quei maestri, già tenuti nella più alta considerazione dalla nobiltà italiana e dalle élite urbane.

Durante tutto il XV secolo lʼItalia e le Fiandre strinsero solidi legami economici e finanziari collegando i due Paesi mediante una sorta di bretella ideale sulla quale transitarono uomini e mezzi da un capolinea allʼaltro delleʼEuropa con Bruges e Gand al nord e Firenze e Genova al sud. Furono strade percorse da funzionari del Banco dei Medici (appartenenti alle famiglie Tani, Portinari e Baroncelli) e segnate dal transito di manufatti pregiati: tessuti, arazzi, gioielli, libri miniati, dipinti e sculture. La ricca borghesia commissionava ritratti ed opere di destinazione ecclesiale esattamente come fino ad allora aveva fatto solo lʼaristocrazia. Anche una scultura di Michelangelo era arrivata fino a Bruges per la cattedrale, dove la vide, anni più tardi, Albrecht Dürer e ne rimase incantato.

Il progetto espositivo di Till-Holger Borchert, curatore del Memling Museum di Bruges, studioso di livello internazionale dellʼarte fiamminga del XV secolo, da Van Eyck a Van der Weyden, riunisce una lunga serie di olii su tavola - che necessitano non solo di trasporti eccezionali, ma anche di essere preservate all'interno di speciali teche climatizzate e di cui è difficilissimo il prestito per mostre temporanee -, tra cui i capolavori assoluti di Memling, di raccolte pubbliche e private, e provenienti, tra gli altri, dal Groeninge Museum di Bruges, dalla Royal Collection di Londra, dal Museo del Louvre nonché dalla Frick Collection di New York, dalla National Gallery of Art di Washington, dal Metropolitan Museum di New York, dal Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona e dal Koninklijk Museum voor Schone Kunsten di Anversa.

Info di base:
Titolo Hans Memling
Sede Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio 16, Roma
Periodo 10 ottobre 2014 – 18 gennaio 2015
A cura di Till-Holger Borchert
Orari Domenica – giovedì dalle 10.00 alle 20.00
Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30
Non si effettua chiusura settimanale
La biglietteria chiude un'ora prima
Ingresso Intero € 12,00 - Ridotto € 9, 50
Infoline e Prenotazioni
per singoli, gruppi e laboratori Tel. +39 06 39967500
per scuole Tel +3906 39967200
Sito internet www.scuderiequirinale.it
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