lunedì 26 ottobre 2020

Vino e terroir, alla ricerca delle impronte digitali dello Shiraz

Caratteristiche sensoriali e profili genetici: ricercatori della Charles Sturt University hanno avviato uno studio per comprendere le diverse sfumature dello Shiraz in relazione al terroir. Il progetto finanziato da Wine Australia.






"Analisi comparativa delle influenze regionali e subregionali sui vini pregiati Shiraz", questo il nome del progetto affidato ad un team di ricercatori della prestigiosa Charles Sturt University presso Bathurst, in Australia e finanziato da Wine Australia. Sulla scia del grande interesse per questo nobile vitigno, capace di dare vini ricchi di personalità, è stato avviato uno studio allo scopo di identificare i fingerprint genetici dello Shiraz - vitigno che proprio in Australia ha trovato un habitat ideale in grado di regalare vini di grande spessore e corpo - in relazione ai diversi terroir, attraverso l'esame delle possibili correlazioni tra proprietà sensoriali e profili chimici.

Come ben noto, l’origine dello Shiraz sembra ormai essere disgiunta dall’omonima cittadina persiana nota per la bontà delle sue uve, come pure dalla colonia greca di Siracusa. Studi genetici del Dipartimento di Viticultura ed Enologia della Uc Davis, verso la fine degli anni Novanta, hanno di fatto confermato che il vitigno deriva dall’incrocio di due vitigni del sud-est della Francia, la Dureza e la Mondeuse blanche, oggi praticamente scomparsi.

La ricerca prende piede, partendo dalla nozione di terroir, ovvero dell'unicità dei vini prodotti in una particolare regione, con caratteristiche di sapore ben distinte e derivanti da una serie di contributi ambientali, culturali e umani. In tal senso sono stati selezionati i vini Shiraz di sei indicazioni geografiche australiane che coprono una vasta gamma di condizioni climatiche, tra cui Barossa Valley, Canberra District, Heathcote, Hunter Valley, McLaren Vale e Yarra Valley.

I vini sono stati innanzitutto classificati in base alla loro composizione e sono state identificate una serie di caratteristiche sensoriali. Successivamente sono state fatte una serie di analisi chimiche, scoprendo che i vini a base Shiraz hanno impronte digitali specifiche da regione a regione e che di fatto alcuni indicatori individuali del terroir potrebbero essere riconoscibili. Definire l'influenza del terroir consentirà così ai produttori di confermare le convinzioni di unicità, ampiamente condivise, ma sino ad ora solo aneddotiche, al fine di dare ai loro vini la giusta valenza di qualità e valore.

Chi fosse interessato, l'aggiornamento della ricerca si terrà mercoledì 28 ottobre dalle 10 alle 11:30 su www.csu.edu.au/nwgic/resources/2020-nwgic-research-update, previa registrazione online. 

Altre ricerche sul programma includono anche lo sviluppo di un'app per smartphone per identificare e gestire la carenza di nutrienti nella vite, tecniche per determinare i livelli di contaminazione da muffa grigia e la misurazione delle diverse forme di rame nel vino.

1 commento:

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