lunedì 18 marzo 2019

Enoturismo, è legge. Al via il Decreto che definisce linee guida e standard minimi di qualità

Firmato dal Ministro del Mipaaft il Decreto sulle Linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l'esercizio dell'attività enoturistica. 





"Si apre una nuova stagione con opportunità di crescita per tutta la filiera", così il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio alla firma del decreto attuativo della legge sull'Enoturismo, arrivato ora in porto per definire le linee guida, i requisiti e standard minimi di qualità per l'esercizio dell'attività enoturistica.

Le nostre eccellenze enogastronomiche, oltre ad essere un'enorme risorsa economica per il nostro Paese, rappresentano una straordinaria occasione per promuovere una grande eredità culturale, anche dal punto di vista turistico. In tale contesto, il vino è sicuramente uno dei settori trainanti del nostro agri-food, sia a livello nazionale che internazionale e può essere davvero la forza in più per il nostro Paese. E' nata da qui la necessità di promuovere e valorizzare uno straordinario comparto in crescita che è rappresentato dall'enoturismo.

In tale direzione, lungo tutto l'iter che ha portato alla firma del decreto, lo scorso 2 ottobre si è tenuto un importante incontro tra il ministro ed i rappresentanti dell'intera filiera vitivinicola (Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Alleanza Cooperative Italiane - Agroalimentare, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc, Assoenologi) inteso ad esaminare e velocizzare l'entrata in vigore del testo di decreto che era stato predisposto, secondo la legge di Bilancio 2018, che appunto definiva le linee guida, i requisiti e standard minimi di qualità per l'esercizio dell'attività enoturistica.

"Stiamo perdendo occasioni preziose, e questo impegno del ministro Centinaio è veramente importante, ebbe a commentare in quell'occasione Ernesto Abbona, presidente Unione Italiana Vini. Abbiamo lavorato fattivamente con il Movimento Turismo del Vino per dare agli operatori che svolgono attività di enoturismo disposizioni chiare e semplificate, al riparo dalla “burocrazia”. Le aziende di tutte le dimensioni potranno beneficiarne, promuovendo il vino e contribuendo allo sviluppo socioeconomico dei territori. La legge di bilancio 2018 aveva stanziato risorse per le semplificazioni fiscali legate all’enoturismo per i prossimi tre anni ma, in assenza del DM attuativo, nessuno ha potuto usufruirne. Confidiamo che il Governo proceda celermente in tal senso”.

Ed alla fine il Governo ha proceduto: grazie al prezioso supporto dei rappresentanti si è arrivati all'intesa con le Regioni. "E' un grande successo utile a dare fiducia al settore, fortemente strategico per l'economia del nostro Paese, ha commentato alla firma il Ministro. "Raccontiamo finalmente i territori e le sue eccellenze. Un passo avanti importante, atteso, necessario per regolamentare il settore e promuovere il rapporto tra territorio, prodotti agroalimentari e turismo, soprattutto nelle aree interne e nelle zone a forte vocazione vitivinicola. L'enoturismo è un esempio perfetto di sistema dove alla base c'è l'azienda che lega il territorio attraverso forme di turismo esperienziale e produzioni agroalimentari, dove gusto, storia e bellezza si fondono all'espressione di un territorio, l'agroalimentare e il vino raccontano la storia un territorio e il nostro compito è farla conoscere: la conoscenza è valore. Attraverso questo Decreto, le aziende vitivinicole regolamenteranno le loro attività di accoglienza, di divulgazione e degustazione, proponendo particolari percorsi esperienziali e turistici incentivando il mercato dei viaggi, delle vacanze e del turismo.  Oggi si apre una nuova stagione, nuove opportunità per il comparto anche in termini di valorizzazione del territorio e occasioni di crescita per tutta la filiera, ma anche occasioni di conoscenza per chi sarà fruitore dell'enoturismo" ha concluso Centinaio.

Di seguito gli indirizzi e le linee guida in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità, con particolare riferimento alle produzioni vitivinicole del territorio, per l'esercizio dell'attività enoturistica, ai sensi dell'articolo l, comma 504, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 recante "Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020".

Coerentemente con la definizione di "enoturismo" di cui all’'articolo l, comma 502, sono considerate attività enoturistiche, ai fini del presente decreto, tutte le attività formative ed informative rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio, con particolare riguardo alle indicazioni geografiche (DOP, IGP) nel cui areale si svolge l'attività, quali, a titolo esemplificativo, le visite guidate ai vigneti di pertinenza dell’azienda, alle cantine, le visite nei luoghi di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, della storia e della pratica dell'attività vitivinicola ed enologica in genere; le iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo svolte nell'ambito delle cantine e dei vigneti, ivi compresa la vendemmia didattica; i servizi di degustazione e commercializzazione delle produzioni vitivinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti, da intendersi quali prodotti agroalimentari, anche manipolati o trasformati, già pronti per il consumo aventi i requisiti e gli standard minimi di qualità per lo svolgimento dell’attività enoturistica.

Fermi i requisiti generali, anche di carattere igienico-sanitario e di sicurezza, previsti dalla normativa vigente, si prevede l'apertura settimanale di un minimo di 2 giorni, all'interno dei quali possono essere compresi la domenica, i giorni prefestivi e festivi; strumenti preferibilmente informatici di prenotazione delle visite; cartello da affiggere all'ingresso dell'azienda che riporti l’eventuale marchio dell’enoturismo, adottato a livello nazionale e o regionale, i dati relativi all'accoglienza enoturistica, ed almeno gli orari di apertura, la tipologia del servizio offerto e le lingue parlate, nonché l’eventuale appartenenza a Strade del Vino costituite ai sensi della legge 27 luglio 1999, n. 268.

Sito o pagina web aziendale anche non gestita direttamente dall’azienda; indicazione dei parcheggi in azienda o nelle vicinanze; materiale informativo sull'azienda e sui suoi prodotti stampato in almeno 2 lingue, compreso l’'italiano; esposizione e distribuzione a richiesta degli Enti territoriali preposti o delle Strade del Vino, del materiale informativo sulla zona di produzione, sulle produzioni tipiche, sulle attrazioni turistiche, artistiche, architettoniche e paesaggistiche del territorio in cui è svolta l'attività enoturistica.

Ambienti dedicati o comunque adeguatamente attrezzati per la prima accoglienza e per il ricevimento del cliente e per la tipologia di attività in concreto svolte dall'operatore enoturistico; personale addetto all’accoglienza dotato di competenza e formazione, anche sulle caratteristiche turistiche del territorio; personale addetto all'accoglienza dotato di competenza e formazione, anche sulle caratteristiche turistiche del territorio, compreso tra il titolare dell'azienda o i familiari coadiuvanti, i dipendenti dell'azienda ed i collaboratori esterni, adeguatamente formati; svolgimento dei servizi di degustazione e commercializzazione da parte di personale dotato di adeguate competenze e formazione, compreso tra titolare dell'azienda o familiari coadiuvanti, dipendenti dell'azienda adeguatamente formati, collaboratori esterni che abbiano partecipato a corsi organizzati da associazioni o organizzazioni nazionali ufficialmente riconosciute operanti nel settore enologico ed in particolare della degustazione dei vini, nonché da associazioni agrituristiche di livello nazionale anche per il tramite delle proprie articolazioni territoriali, con il completamento di tutti i livelli formativi previsti e superamento di esami sostenuti a conclusione dei corsi stessi.

Gli alimenti in abbinamento alla degustazione delle produzioni vinicole, anche manipolati o trasformati, già pronti per il consumo nel rispetto delle discipline e delle condizioni e dei requisiti igienico sanitari previsti dalla normativa vigente, devono essere prevalentemente provenienti da produzioni locali a indicazione geografica, a marchio di qualità con indicazione di origine, o essere presenti nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, pubblicato ed aggiornato annualmente dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, della Regione in cui è svolta l’attività enoturistica. Sono escluse in ogni caso preparazioni che prefigurano un’attività di ristorazione.

Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possono promuovere autonomamente, o in collaborazione con le Associazioni più rappresentative dei settori vitivinicolo e agroalimentare, e con gli enti preposti o abilitati, la formazione teorico-pratica per le aziende e per gli addetti, anche al fine di garantire il rispetto dei requisiti e degli standard minimi di cui al presente decreto e di promuovere il miglioramento della qualità dei servizi offerti. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, in collaborazione con i Comuni che ricevono la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, possono altresì istituire, provvedendo con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, elenchi regionali degli operatori che svolgono attività enoturistiche.

Ferma l’applicazione delle disposizioni previste dalla normativa vigente, le Regioni definiscono le funzioni di vigilanza, di controllo e sanzionatorie sull’osservanza delle disposizioni di cui al presente decreto. Alle aziende agricole che già svolgono attività di degustazione, di fattoria didattica o di agriturismo, se intraprendono anche l'attività enoturistica, continueranno ad applicarsi altresì le disposizioni regionali in materia di agriturismo.

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