venerdì 6 marzo 2020

Vino e scienza, il sistema agrovoltaico come efficiente risposta allo stress idrico della vite

I risultati di uno studio francese dimostrano l'efficacia del sistema agrovoltaico nella gestione del vigneto. I pannelli solari installati nel vigneto sembrano avere un impatto positivo sulla resistenza della vite allo stress idrico.





Nasce un nuovo e promettente modo di coltivare, secondo recenti studi l'agrovoltaico, ovvero agricoltura + fotovoltaico si sta dimostrando un sistema efficace nella gestione del vigneto che combina su una superficie, una coltura e pannelli solari fotovoltaici, sollevati da terra e controllati in base alle esigenze fisiologiche delle piante. In effetti è un doppio sistema in quanto i pannelli oltre a produrre energia pulita e rinnovabile, proteggono le piante modificando il clima sulle colture. L’agrovoltaico di fatto può essere considerato una tecnologia 4.0 applicata alla viticoltura.

I pannelli solari installati nel vigneto sembrano avere un impatto sulla resistenza della vite allo stress idrico. Uno studio condotto dalla Camera dell'Agricoltura di Vaucluse in Francia fornisce i primi e promettenti risultati dall'utilizzo di pannelli fotovoltaici in configurazione dinamica in un vigneto sperimentale a Piolenc nel Vaucluse.

Il vigneto sperimentale è costituito da 1000 metri quadrati di viti della varietà grenache nero, di cui 600 sono stati coperti da pannelli solari sviluppati da Sun'Agri, alzati 4,20 metri da terra e controllati dinamicamente attraverso l'utilizzo di algoritmi: i pannelli si inclinano in base alle esigenze sole o ombra della pianta. Il monitoraggio sperimentale è stato effettuato dalla Camera dell'Agricoltura, in collaborazione con IFV e Inra.

I risultati mostrano che le viti protette dal sistema agrivoltaico dinamico hanno resistito al caldo dell'estate meglio delle altre: l'arresto della crescita è stato osservato 6-13 giorni dopo sulle viti sotto protezione rispetto al controllo non protetto. Lo stress idrico, osservato mediante sensori, è stato inferiore nelle viti protette, la riduzione del fabbisogno idrico varia dal 12 al 34% a seconda dei metodi. L'ombra ha avuto anche un effetto positivo sul peso delle bacche, che era più alto del 17% nelle viti protette. Infine, il sistema ha anche avuto un effetto benefico sulla qualità organolettica dei vini. Il contenuto di antociani è più elevato (+ 13%), così come l'acidità totale (da +9 a + 14% a seconda delle modalità).

Le origini dell’agrovoltaico, ovvero l’idea di combinare la produzione di energia con l’agricoltura vanno ricondotte agli studi di Adolf Goetzberger e Armin Zastrow, 2 fisici tedeschi, nel 1981. Successivamente nel 2004 in Giappone, Akira Nagashima sviluppò dei prototipi in cui i pannelli vennero ottimizzati, migliorandone la resa. Nagashima iniziò a proporre la tecnologia in varie aree del Giappone anche con strutture removibili, adatte a scopi sperimentali e dimostrativi. Attualmente non a caso è il Giappone il paese leader nel settore, con più di 1.000 terreni coltivati a sistema  agrovoltaico. In Europa è la Francia, grazie alle ricerche condotte dall’Inra, il paese che sta investendo di più in questa tecnologia.

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